SALVINI E LA LEGA NORD RILANCIANO LA DESTRA DA MILANO

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La Lega è tornata, con lei anche il popolo della Destra. È stato infatti un grande successo la manifestazione a Milano per contrastare “non l’immigrazione, ma l’immigrazione clandestina”. E per dire che nelle priorità sociali “prima vengono gli italiani”, altrimenti si tratta di “razzismo al contrario”. La giornata era iniziata con lo scambio di accuse tra il cantante Fedez, che ha espresso il suo disappunto per l’iniziativa milanese, e Matteo Salvini, che ha affermato su twitter di essere felice che l’artista non voglia partecipare alla manifestazione del Carroccio.

Poi è iniziata la manifestazione, con un corteo lungo tutta la città di Milano composto sia dai leghisti, ma anche da formazioni politiche quali  CasaPound, che da tempo ha espresso apprezzamento – un esempio è il caso del sostegno a Mario Borghezio – alle proposte del Carroccio. Il corteo si è concluso in Piazza del Duomo a Milano. Ad aprire l’intervento il Candidato alla presidenza della Regione Emilia Romagna, Alan Fabbri che ha affermato: “Questa mattina prima di arrivare a Milano ho visitato la città di Parma. E vi porto il saluto degli alluvionati dimenticati dalla stampa italiana e dal governo. Alluvionati che stanno continuano a spalare e lavorare insieme alla protezione civile regionale”.

Al suo breve intervento è seguito un discorso patriottico da parte dell’Europarlamentare Mario Borghezio. Questi ha fatto un chiaro riferimento allo spirito irredentista della Grande Guerra e ha osservato che con questa manifestazione “nasce una Lega più grande, Lega immensa che non ha confini. Unisce tutti quelli che come noi vogliono difendere questo popolo. Dobbiamo difenderlo dall’invasione. Niente insulti, ma chi tradisce il popolo è un traditore. Quando abbiamo difeso le nostre frontiere: c’erano lombardi e piemontesi ma anche gente venuta dalla Calabria e dalla Sicilia. Li devo ringraziare. Solo da Roma ne sono arrivati mille, la Storia si è mossa in senso contrario”.

Appassionato l’intervento del Segretario Federale, Matteo Salvini. “Centomila? Siamo centomila e uno, alla faccia dei gufi di sinistra e degli sfigati dei centri sociali”, ha esordito trionfante l’erede di Umberto Bossi per poi dire che “Questa è la piazza dei nostri figli, è la piazza del futuro, della pace e della solidarietà vera. Ladri e razzisti sono in altre piazze non qui stasera”. Salvini ha anche raccontato del suo recente viaggio in Russia e dell’incontro con Putin.

Era da anni che non si assisteva a una simile manifestazione di quella che si potrebbe definire con il termine di “maggioranza silenziosa” in una città del Nord. In un paese che ormai si caratterizza solamente per i grandi eventi del Partito Democratico o del MoVimento 5 Stelle, il Carroccio ha posto le basi per un’alternativa popolare.

Non solo questo ma anche altro. Innanzitutto è stato lanciato un forte messaggio nei confronti delle altre forze del centrodestra che in quelle stesse ore stavano svolgendo delle riunioni che puntano alla rinascita di una coalizione di moderati. Una di queste si è svolta a Milano, erano presenti esponenti politici quali Lupi, Quagliarello e Fitto ma non quelli del Carroccio. Certamente l’assenza era giustificata, il Carroccio aveva infatti preferito al salotto dell’aristocrazia quello del popolo sovrano.

Ma è una sfida anche rivolta nei confronti del M5S, nemico occulto di Salvini. A riguardo si è espresso dicendo: “Lo dico agli elettori di Grillo: vi hanno preso in giro, vi hanno rubato il voto in nome della pulizia ma votano tutto quello che chiede la sinistra”.

Michele Soliani

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