SALVINI PROCLAMATO UFFICIALMENTE SEGRETARIO FEDERALE

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Si è aperto a Torino il congresso federale straordinario della Lega Nord a cui partecipano oltre 500 delegati chiamati ad eleggere alla guida della segreteria federale Matteo Salvini, vincitore delle primarie di sabato scorso.

S”C’è un linciaggio vergognoso contro la Lega da parte di giornalisti italiani e romani. Non chiediamo giornalisti che parlino bene della Lega ma, senza fare liste di proscrizione, dal prossimo appuntamento chi dimostra obiettività morale entra al nostro congresso, gli altri possono uscirsene a calci in c… perché di pennivedoli non abbiamo bisogno”. Così l’attacco del neo segretario ai giornalisti nel suo intervento al congresso federale straordinario del Carroccio.

E poi: ”Da qui a maggio non ci può essere una virgola interna fuori posto, da domani le segreterie dovranno essere luoghi d’incontro, di dibattito, di scontro, se serve, ma fuori, per quanto mi riguarda, una virgola che esce per ‘sputtanare’ qualcuno, quello è fuori, di quelle persone non c’è più bisogno”.

”Prima sconfiggere il duplice nemico, Roma e Bruxelles, poi discutiamo di tutto, ma prima vinciamo o quanto meno proviamo a vincere. Da qui a maggio ci tireranno dietro di tutto, ci saranno indagini, arresti, ci saranno infamie, quindi dobbiamo difenderci gli uni con gli altri quando c’è da difendere qualcosa. Se qualcuno usa male un centesimo di euro si accomodi fuori”.

Attacco anche all’ipotesi di misure per svuotare le carceri: “Se a Roma provano a portare in discussione l’indulto o l’amnistia, quelli non escono da Camera o Senato perché i delinquenti devono stare in galera”. E aggiunge: “E’ uno Stato criminale quello che permette a questa gentaglia di riuscire e rifare da capo. E’ brutto dirlo? Siamo brutti. Preferisco essere brutto e cattivo che coglione”, prosegue.

Nel corso del congresso è intervenuto il presidente federale del partito ed ex segretario, Umberto Bossi: ”Occorre fare fronte comune al centralismo europeo e con gli altri Paesi abbiamo un nemico in comune, l’euro, pero’ avere un nemico in comune non vuol dire avere destino comune: gli altri popoli europei uscendo dall’euro recuperano la loro sovranita’ nazionale, noi non vogliamo recuperare la sovranità italiana, noi siamo per la sovranita’ padana, costi quel che costi”.

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