IL SINDACALISTA LANDINI: CHI C’E’ SOTTO LA MASCHERA?

0
50

Roma, 29 ottobre 2014: gli operai dell’AST Terni manifestano in massa per le vie di Roma contro la decisione presa dal ThyssenKrupp di licenziare 537 operai delle acciaierie di Terni. La folla si mobilita: capeggiati da sindacalisti di prim’ordine, 600 operai marciano pacificamente, seppur giustamente furiosi, in direzione del Ministero dello Sviluppo Economico, in cui contemporaneamente ha sede un incontro tra il suddetto Ministro, Federica Guidi, e l’azienda al centro di questo uragano sociale, la ThyssenKrupp. Il piano dei manifestanti è quello di “segnalare la necessità di un confronto“, afferma il sindacalista capogruppo Maurizio Landini, segretario generale FIOM-CGIL. Eppure non riusciranno nel loro intento assolutamente non violento.

Infatti prima di raggiungere la sua meta, la folla di lavoratori e sindacati viene caricata dalle forze dell’ordine. Questi avrebbero agito così motivando l’azione al fine di evitare un’occupazione della stazione di Roma Termini. Eppure i manifestanti non avevano nei loro progetti l’intenzione di occupare alcuna stazione. Anzi, come conferma ancora Landini: “Nessuno c’ha neanche mai provato. Lo testimoniano i video perché addirittura la strada da cui uscivamo era esattamente nella direzione opposta“.

S’è discusso parecchio negli ultimi giorni riguardo la vera colpevolezza di chi sia: chi per primo ha attaccato? Chi ha scagliato per primo la pietra, e chi s’è difeso? Come dimostra inequivocabilmente il video di Gazebo i manifestanti agivano pacificamente. Urlando e scalpitando, ma comunque senza mai alzare un dito per primi. Anzi, non hanno nemmeno reagito eccessivamente alla futile, quanto brutale, carica anti-sommossa delle forze dell’ordine.

A scontro finito, Landini impazza davanti alle telecamere, e sfoga tutta la sua rabbia sindacalista ai giornalisti che lo intervistano: “Il governo deve rispondere adesso! Siam noi che paghiamo le tasse, paghiamo questi, e paghiamo quelli che son là!“, “Dica una parola la Presidenza del Consiglio! Anziché fare slogan del cazzo, dica una parola di quello che sta succedendo!“, “Altro che palle, Leopolde e cazzate varie!” ed infine che Renzi “non s’è fatto sentire, nulla!Non so, non siam mica alla Leopolda noi! Non so dov’è!“. Una simile dimostrazione di rabbia di fronte ad una manifestazione tanto dura di violenza è certamente giustificata, e largamente condivisa. Certamente da parte di chi crede ancora nelle lotte di una reale Sinistra, che tuteli i lavoratori anziché toglierne i diritti, che si confronti faccia a faccia con questi anziché promettere con bei discorsi a dita incrociate dietro la schiena. Ma Landini può veramente essere il portavoce di questa riscoperta tendenza sociale?

Si ricorda che a maggio 2014 Landini fece fronte unico contro Susanna Camusso, Segretario generale della CGIL, con niente poco di meno che con lo stesso neo-Premier Matteo Renzi, chiedendo trasparenza da parte dei sindacati e proponendo un’apertura verso il mondo dei giovani precari e non tesserati, in modo da poter tutelare veramente chiunque avesse un concreto bisogno d’aiuto nel mondo lavorativo. Ora Landini sembra aver cambiato completamente parte, schierandosi pienamente con la Camusso contro questo governo presieduto da Matteo Renzi – soprattutto dopo la manifestazione sindacale in Piazza S. Giovanni a Roma avvenuta il 25 ottobre 2014 contro l’abolizione dell’art. 18 prevista dal Jobs Act. Dopo lo scontro avvenuto tra i lavoratori dell’ARS Terni e le forze dell’ordine sempre a Roma, è chiaro che Landini non si schiererà più con questo governo e con questa Presidenza, come s’è constatato dai suoi giustificatissimi collerici commenti ai media.

 

Eppure il giorno seguente agli scontri i sindacati si sono presentati ad un tavolo di discussione a Palazzo Chigi con il governo, trovandosi in questo modo faccia a faccia Maurizio Landini e Matteo Renzi, la FIOM-CGIL e i Ministeri. Il video che riprende tale incontro è purtroppo muto, quindi non si sa di cosa abbiano discusso i due fronti, ma le immagini valgono più di mille parole: si vede quello che era il Landini Furioso stringere la mano con calore al Premier Renzi, sfoggiando il suo più simpatico e dolce sorriso. Che fine ha fatto tutta la rabbia del giorno precedente?

All’incontro segue la conferenza stampa, in cui Landini afferma con tono pacato che non chiederà le dimissioni di Angelino Alfano, quella stessa persona che in quanto Ministro dell’Interno è responsabile del comportamento ottenuto dalle forze dell’ordine il giorno precedente a Roma, e che è “rispettoso del Parlamento“. E’ strabiliante la tranquillità con la quale si esprime Landini in questa conferenza stampa, e colpisce ancor più la sua misericordia verso il governo che il giorno precedente pesantemente attaccava.

Cosa è successo a quell’incontro a Palazzo Chigi tra sindacati e governo? Magari semplicemente il nostro sindacalista in piazza fa il contestatore, mentre nelle istituzioni si comporta in maniera ossequiosa.

Chi è e cosa vuole veramente Maurizio Landini?

 

di Giuseppe Comper

 

 

[Photo credit www.governo.it]

Comments

comments