“A Bologna, i soliti figli di papà dei centri a-sociali mi mettono un mirino addosso con la scritta Assassino. Che pena. Credo che qualche mese di servizio civile o militare gli farebbe proprio bene, che ne pensate?”. Così, sulla sua pagina Facebook il ministro dell’Interno e vicepremier, Matteo Salvini, commenta ciò che è accaduto nella giornata di oggi a Bologna.

Nella bella città emiliana infatti è comparso uno striscione di 40 metri, che recitava “Salvini, Bologna ti odia! No al razzismo”, e un manifesto col volto del ministro degli Interni, un mirino e la scritta “Assassino. Prendilo di mira”, nella zona universitaria di via Zamboni. A rivendicarlo è stato il Collettivo universitario autonomo (Cua): “Abbiamo voluto sottolineare quella che secondo noi è una caratteristica della città di Bologna: schifare certe politiche razziste e xenofobe – ha detto Sebastiano del Cua –  negli ultimi mesi abbiamo visto un’escalation, sia a livello politico che di aggressioni all’interno della società, del suprematismo bianco e del razzismo”. “Una radicalizzazione nel solco di Minniti: attaccare i migranti e attaccare i poveri”.

Ma per il sindaco Virginio Merola questo fatto è da ritenersi isolato, in quanto “la città di Bologna “non odia e non minaccia nessuno. Chi lo fa è contro Bologna. Io certo non condivido la politica di Salvini, ma non ho bisogno di usare parole d’odio”.