SVEGLIA CENTRODESTRA O SVEGLIA DESTRA?

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In questi ultimi mesi  si sta discutendo sul futuro dell’area politica che ruotava intorno alla coalizione del Polo delle Libertà. I suoi principali esponenti hanno organizzato varie iniziative, una di queste è l’evento, dal titolo “Sveglia Centrodestra”, andato ieri in scena al Cinema Adriano di Roma, ennesimo tentativo per risollevare un mondo politico che rimane ancora legato alla carismatica figura di Silvio Berlusconi.

Personalità quali Giorgia Meloni, Adolfo Urso, Flavio Tosi e Raffaele Fitto hanno parlato di un soggetto politico, ovvero il centrodestra, che ormai è stato superato dalla storia. A loro avviso è ormai finita quella stagione iniziata nel 1994 in cui c’era ancora la pesante eredità elettorale rappresentata dalla Democrazia Cristiana. Quello che una volta era il corpo elettorale centrista ha già deciso da anni di stare o a Sinistra, con il democratico Matteo Renzi, o a Destra. Eppure ci sono ancora persone che amano usare ancora il termine centrodestra, il quale sempre di più ha un sapore di vecchio. Quando nacque, per iniziativa di personalità quali Pinuccio Tatarella, c’era la fine della Prima Repubblica ed era l’occasione giusta per cambiare le logiche politiche di allora. L’incontro con Silvio Berlusconi e l’ascesa di Gianfranco Fini rappresentò il momento migliore per superare il Movimento Sociale e pensare ad Alleanza Nazionale, come ad un contenitore nuovo per una Destra moderna e presidenzialista che prevedeva soprattutto una nuova classe dirigente.
Oggi la situazione è diversa visto che, sebbene si parli di primarie del centrodestra, non si ignora la figura di Silvio Berlusconi che, da sempre contrario a simili consultazioni, rimane ancora una pesante e attuale presenza. Il Cavaliere resta al suo posto, con i suoi pretoriani in parlamento che sono ben lungi dal pensare di proporre una vera rinnovazione del centrodestra.
Diventano privi di qualsiasi significato le manifestazioni come quella che si è svolta ieri; si discute sulla nascita o meno di una nuova coalizione, si parla a lungo di nuovi candidati, si parla di primarie, ma tutto però resta così com’è. Sembra un tardivo tentativo volto a motivare l’elettorato, peccato che elettorato ormai non ci sia più.  Gran parte di quello che si può identificare come l’area di “centro” appoggia Matteo Renzi mentre l’elettorato di Destra si è unito alla Lega Nord e al M5S.
La responsabilità comunque non è di Giorgia Meloni, ma di tutte quelle personalità che si sono allontanate durante gli anni del berlusconismo dal loro elettorato. A beneficiarne forze politiche lontane dall’area politica della Destra che, usando l’antipolitica e il populismo, sono riuscite a raccogliere il vuoto politico creatosi anche con il declino di personaggi quali Gianfranco Fini. Negli ultimi tempi aveva cercato di porsi come leader Alemanno, ma su di lui, proprio quando stava iniziando a giocare la sua partita, è pesata la vicenda mediatica legata a Mafia Capitale.

I vari protagonisti del centrodestra non hanno ancora superato la fase del berlusconismo e probabilmente non accettano che sia Salvini a presentarsi quale  unico e vero leader della Destra. Del resto si presenta agli occhi dell’elettorato come una persona che non ha alcuna intenzione di fare tanti accordi verso un centrodestra morente. In questo contesto Giorgia Meloni sembra abbia preferito ripuntare, come già fatto nel 2012, di nuovo verso il centrodestra; del resto è figlia anche di un’Alleanza Nazionale fin troppo caratterizzata dal liberismo e dal moderatismo di stampo berlusconiano.

Giorgia Meloni non riesce a convincere coloro che votarono per il Partito di Gianfranco Fini e a lei non resta altro che fare incontri con figure politiche che difficilmente riusciranno a dar vita al centrodestra quali Raffaele Fitto e Flavio Tosi. L’incontro di ieri si è svolto in un teatro, un luogo più facile da riempire di militanti rispetto a una piazza che in questi ultimi tempi si affolla solo per Matteo Salvini. Quest’ultimo il prossimo 28 febbraio si recherà a Roma per manifestare contro il governo Renzi, una manifestazione di Piazza che ridarà slancio a una Lega Nord che ormai è l’unica forza che si contrappone, assieme al M5S, al renzismo.

Michele Soliani

 

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