Togliere la scorta è un pericolo per Salvini, non per Saviano

salvini

Uno dei temi che sta infiammando il dibattito politico in questi giorni è certamente quello della scorta che Salvini vorrebbe togliere a Roberto Saviano, scrittore e giornalista legato agli ambienti di sinistra.

I critici riguardo la volontà del Ministro dell’Interno leghista sostengono che togliere la scorta all’autore campano significherebbe di rimbalzo mettere a repentaglio la vita di uno degli scrittori italiani più apprezzati, in Italia e all’estero. Ma nessuno ha tenuto conto che il rischio maggiore lo correrebbe proprio Salvini.

Si immagini anche per un solo secondo che la decisione di Salvini si verifichi. Saviano potrebbe essere oggetto di un attentato “mirato”, magari non mortale, che porterebbe al patibolo dell’opinione pubblica il leader del Carroccio, facendo crollare i consensi di quella Lega che ad oggi è il primo partito del nostro Paese.

Nessun complottismo, ovviamente nessuno si augura che l’autore di GomorraZeroZeroZeroLa paranza dei bambini subisca un attentato, contro di lui o contro Salvini che sia. Si tratta di un’ipotesi che potrebbe verificarsi in un clima che dal “tutti contro tutti” si è addensato in un “tutti contro Salvini“.

Non solo, più che la camorra a colpire Saviano potrebbero essere i boss del traffico di clandestini, che vedono in Salvini e nel Governo Conte un osso duro per i loro commerci e che non si farebbero molti scrupoli nel colpire qualcuno per affondare politicamente un avversario.

In sostanza, pur avendo Salvini le sue ragioni nel voler rivedere la concessione della scorta a Saviano, specie se si pensa che l’ex capo della Squadra Mobile di Napoli Vittorio Pisani ne è sprovvisto nonostante abbia arrestato i boss Iovine e Zagaria, la vita di Saviano potrebbe essere in pericolo a “causa” sua e del suo successo.