TRA PROMESSE ED ULTIMATUM

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Era il lontano 17 febbraio 2014 quando Matteo Renzi, appena incaricato nuovo Presidente del Consiglio, twittava così: “Con tutta l’energia e il coraggio che abbiamo #lavoltabuona”. E questa volta buona è stata ripetuta per settimane, ma sembra che ancora non sia arrivata. Quello stesso giorno, dalla sala stampa del Quirinale, Renzi annunciava qualcosa di straordinario, uno slogan, più che una promessa: una riforma al mese. “La piattaforma di governo”, diceva, “prevede entro il mese di febbraio un lavoro urgente sulle riforme costituzionali ed elettorali”. Gli italiani hanno riposto le loro speranze in questo giovane premier dalle fricative irresistibili, hanno creduto nella sua “promessa”, chi scetticamente, chi concretamente. Ebbene, siamo al 7 aprile 2014 e quel 17 febbraio non è poi più così lontano. La prima promessa non è stata mantenuta, la prima riforma non è stata attuata. In questo clima pasquale, Brunetta si fa avanti, desiderando di trovare come sorpresa nell’uovo di cioccolato il famigerato Italicum: “La legge elettorale è ferma da tre settimane a Palazzo Madama. Noi chiediamo a Renzi, se vuole mantenere la parola, se vuole mantenere i patti, di approvare la riforma elettorale prima di Pasqua, altrimenti casca l’accordo con Berlusconi, con Forza Italia”, afferma il capogruppo FI alla Camera ai microfoni di SKyTg24. Renzi però, non ci pensa minimamente a regalare un uovo a Brunetta e a FI, porta avanti le sue teorie e conta sulle sue forze: in Senato ce la farà anche senza l’appoggio di Forza Italia. In che modo? Magari puntando su Sel e sugli ex grillini. Ma siamo sicuri che questo patto del Nazareno possa contare sul loro appoggio? Intanto, tra le parole di Brunetta e della Boschi, s’inserisce nuovamente Renzi che non accetta un ultimatum dal capogruppo FI, ma se ne dà egli stesso uno (l’ennesimo): riforma del Senato entro maggio.

Morale della favola, mentre Grillo dà del menzognero a Renzie e punta tutto sulle europee, Brunetta, triste perché non riceverà l’uovo il giorno di Pasqua, dà dello sbruffone a Renzi, e questo, forte della sua altezza rispetto a Brunetta, si dà del “rullo compressore”. Ma chi l’ha detto che sono solo i poeti a giocare con le parole?

Cristina Sgobio

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