Non si fermano le violenze degli anarchici in quel di Trento, colpendo stavolta la zona legata a Santa Maria Maddalena, a pochi passi da Piazza Venezia. Una zona centralissima e che rischia, se non verranno presi provvedimenti, di diventare un’area senza controllo nella città.

La situazione a Trento è totalmente fuori controllo” denuncia Moranduzzo, della Lega, che continua: “Nella notte appena trascorsa, diversi ragazzi, si presume anarchici, hanno tenuto sveglio tutto il vicinato fino all’alba. Hanno imbrattato le mura con dei volanti anti-Salvini ed è stata sfasciata un’auto in sosta utilizzata prima come ‘appoggia bottiglie’ e poi come gioco gonfiabile!“.

Rabbia e delusione – attacca il leghista – per una città amministrata da molti anni da un’Amministrazione di centrosinistra totalmente assente! La Lega si schiera dalla parte dei cittadini e degli esercenti, da anni non più tutelati dall’amministrazione locale. Stasera mi vedrò con il Segretario Mirko Bisesti per fare il punto della situazione sulla città“.

Ma il leghista non è il solo a denunciare gli atti oltraggiosi. Anche Alberto Pattini, Capogruppo del PATT presso il Comune di Trento, si schiera a favore di provvedimenti verso gli anarchici: “Sono mesi e mesi che sosteniamo, il sottoscritto in particolare in quanto capogruppo, che quella zona di Trento che fa riferimento a Via Ferruccio sia una zona in balìa di sbandati tutti i venerdì sera, i sabato notte e la domenica notte“.

Quella è una zona free – continua Pattini – dove nessuno va a fare i controlli. Noi abbiamo chiesto più controlli da parte delle forze di polizia, poiché quella è una zona in mano ai cosiddetti no global e ai movimenti antagonisti ed è una zona che viene devastata sui muri e sulle chiese“.

Intervenire è necessario, anche approfittando dei 200.000€ messi a disposizione per le telecamere. Noi chiediamo che ne vengano messe almeno tre in quella zona, oltre a istituire controlli tutte le sere e tutte le notti, dalle ore 12 alle ore 4 del mattino. Questo – conclude Pattini – deve essere fatto perché non più accettabile questa condizione non tanto di degrado, quanto piuttosto di devastazione“.