MATTARELLA E’ IL NUOVO PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

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È stato necessario giungere al quarto scrutinio per eleggere il nuovo Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Un grande successo per la politica del rinnovamento caldeggiata dal Premier Matteo Renzi, che lo ha proposto dopo un rapido giro di consultazioni avvenuto nelle scorse giornate e culminate con la rottura del “Patto del Nazareno” che era stato stipulato con Silvio Berlusconi.

A guadagnarci è stata la sinistra a trazione cattolica che sperava in una simile scelta. Nei giorni scorsi esponenti Democratici avversi al Premier quali Rosy Bindi e Pippo Civati hanno espresso la loro soddisfazione al nome di Sergio Mattarella. La scelta di Mattarella probabilmente permetterà a Renzi di affrontare senza problemi obiettivi come le riforme costituzionali.

Su queste è coinvolta Forza Italia, e quindi Silvio Berlusconi, il quale non è apparso contento della decisione di Matteo Renzi proprio per via dei delicati rapporti che ha avuto nel passato con il nuovo Presidente della Repubblica: Mattarella si era dimesso dalla carica di Ministro della Pubblica Istruzione nell’estate del 1990 contro il via libera, da parte del Governo Andreotti VI, alla Legge Mammì. La normativa prevedeva un riassetto del sistema radiotelevisivo, firmata dall’allora Ministro delle Poste e Telecomunicazioni Oscar Mammì. L’intento della legge era quello di regolarizzare la situazione nell’ambito radio-tv, evitando dunque ogni limitazione nei confronti della Fininvest di Berlusconi.

È il Presidente perfetto per quel pensiero che dal cattolicesimo giunge sino alla sinistra targata Vendola: gli avversari politici lo chiamano cattocomunismo, altri Partito Democratico. È una visione politica che è giunta soltanto oggi a realizzarsi. Il cattocomunismo nasce infatti negli Anni Settanta quando molti pensatori, religiosi e politici di matrice cattolica optarono per una scelta politica e programmatica vicina alla dottrina comunista accettando compromessi con l’allora Partito Comunista Italiano.

Mattarella infatti non è un uomo che viene dal Partito Comunista come Giorgio Napolitano ma neanche da quello democristiano legato a Giulio Andreotti. È figlio di quella corrente dello Scudo Crociato che aveva come principali esponenti personalità quali Aldo Moro e Tina Anselmi.

Il risultato di oggi è la chiara conseguenza della scomparsa del netto bipolarismo tra centrodestra e centrosinistra che aveva contraddistinto la Seconda Repubblica, nata proprio grazie alla legge elettorale che portava il nome del nuovo Presidente della Repubblica, a favore di un sistema simile a quello presente nella Prima Repubblica.

Dunque si delinea una forza antisistema quale è il Movimento 5 Stelle, forze che sono di governo quale è il Partito Democratico, e infine una forza identitaria posta a destra che probabilmente potrà essere un soggetto politico rappresentato da Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale e dalla Lega Nord.

Michele Soliani

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