Uecoop: “Per 7 aziende italiane su 10, la burocrazia è un cappio al collo”

Nell’ultimo anno il tempo perso per colpa della burocrazia è aumentato per il 72,7% delle aziende italiane, più di 7 su 10“. Questo è quanto dichiara l’Uecoop (Unione europea delle cooperative) dallo studio di una rilevazione a livello nazionale tra le realtà associate. Si è stimato, inoltre, che la burocrazia abbia occupato in media due mesi di lavoro.

I dati Istat segnalano inoltre che a ottobre sia calato sia il fatturato (-0,5%) sia gli ordinativi (-0,3%). “Per la competitività delle imprese e per una ripartenza dell’economia è necessario – sottolinea Uecoop – alleggerire il carico burocratico che rallenta l’attività e quindi la reattività del sistema produttivo ai cambiamenti di mercato“.

Rincara la dose il Presidente di Uecoop, Gherado Colombo: “Un insieme di regole per rapportarsi con la macchina della pubblica amministrazione è fondamentale per un corretto rapporto fra lo Stato e il mondo produttivo. Dal fisco ai comuni, dall’INPS all’INAIL, è necessario riorganizzare il sistema in modo che le aziende non debbano affrontare obblighi di compilazione e conservazione documentali che creano solo un’impressionante massa di carte, facendo perdere ore di lavoro“.

La situazione più pesante si registra nelle cooperative sociali, con un’81% di aumenti dei tempi burocratici nel 2018. Anche in agricoltura ben 7 imprese su 10 hanno visto un peggioramento della situazione, mentre nel campo dei servizi la situazione sembra migliore con un aumento registrato da “solo” il 59%.

In generale il tempo rubato dalla burocrazia è aumentato del 26,5%, un aumento impressionante se si considera che il campione in esame vede realtà che svariano dalle piccole realtà con meno di 10 dipendenti e fino a 2 milioni di euro di fatturato, alle medie cooperative con 50 dipendenti o più e oltre 10 milioni di fatturato.

Il costo della burocrazia sul sistema delle imprese italiane – sottolinea Uecoop – pesa per circa 5 miliardi di euro all’anno ai quali si aggiungono i costi legati alla cosiddetta “burocrazia dei pagamenti” della pubblica amministrazione, visto che ancora per il 2017 ci sono 24 miliardi da saldare con un tempo medio di pagamento di 55 giorni, mentre nei primi sei mesi del 2018 l’attesa si è ridotta a 37 giorni nonostante si rilevi un ritardo di 200 giorni dalla scadenza della fattura fra i 496 enti pubblici peggiori pagatori a livello nazionale, con punte di oltre 500 giorni.