Ungheria: Orban di nuovo in testa. Si alleerà con i populisti europei?

Le elezioni ungheresi non lasciano spazio a dubbi e gli exit poll confermano quanto già si preannunciava nell’aria: Fidesz, il movimento conservatore e populista del premier Viktor Orban, rimane il primo partito dell’Ungheria portando a casa il 56% dei consensi. Subito dopo, pur con molta distanza, arrivano i democratici di sinistra dell’ex premier Ferenc Gyurcsany superando a malapena il 16%, e poi il resto delle formazioni politiche. È chiaro che si dovranno attendere le conferme ufficiali di domani mattina, ma non stupirebbe un consenso simile – se non maggiore – verso il movimento guidato da uno dei politici più temuti in Europa per le sue posizioni intransigenti in merito all’immigrazione.

Se le proiezioni dovessero tramutarsi in realtà, si assisterebbe ad una ascesa decisa dei populisti tra gli scranni di Bruxelles sia nelle file dei popolari, com’è appunto Fidesz, che negli euroscettici, per l’Italia Lega, Fratelli d’Italia o i Cinque Stelle; e si potrebbe tentare la strada di un’alleanza fuori dai gruppi europarlamentari per cambiare le regole del gioco sopratutto per quanto riguarda l’annoso problema degli immigrati asserragliati ai confini dell’Europa. Lo stesso Orban aveva tentato negli scorsi mesi di attuare un’idea simile con Matteo Salvini, ma assieme alla campagna elettorale del proprio partito, molto critica nei confronti dell’Unione Europea, e alla promulgazione di alcune leggi considerate dal resto degli europarlamentari alleati “illiberali”, gli è costata la sospensione dal Partito Popolare Europeo di cui fa parte.

In ogni caso, sarà solo da domani inizieranno le manovre politiche: ad Orban, come per Salvini, converrà stringere un’alleanza solida e duratura per evitare che il proprio progetto politico con cui rivoluzionare l’Unione Europea si sfaldi e per resistere agli attacchi degli altri partiti. Servirà, per questo, il supporto di Marine Le Pen, che sembra essere in vantaggio rispetto all’europeista Macron, di Sebastian Kurz e del polacco Jaroslaw Kaczynski (attualmente al governo). Mancherà invece l’appoggio del belga Wilders: c’è infatti il rischio che non superi la soglia di sbarramento del 4%.

Alessandro Soldà

Alessandro Soldà
Informazioni su Alessandro Soldà 44 Articoli
È nato a Valdagno (Vicenza) nel 1996; dopo la maturità classica al liceo Pigafetta di Vicenza, studia ora Filosofia all’Università degli studi di Trento. Si occupa di filosofia, politica e società.