Brunico, paura su un treno diretto a San Candido

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“Ci risiamo, non passa giorno in cui le cronache nazionali o locali non riportino di scene di violenza che hanno come attori principali dei cittadini stranieri”, esordisce in una nota il Consigliere comunale a Bressanone della Lega Nord, Massimo Bessone.

“Questa volta a manifestare l’odio, il razzismo, che molti di loro hanno nei riguardi degli autoctoni, di chi li ospita, di chi gli da vivere, donando loro un futuro, sembrerebbe siano stati due cittadini marocchini che sabato sera alle 19:30 hanno spaventato i passeggeri di un treno in stazione a Brunico. I due si aggiravano sul mezzo in partenza per San Candido con una bottiglia piena, minacciando di spaccarla in testa ai malcapitati, rei di avere un’unica colpa, etnia e religione diversa dalla loro”, racconta il Consigliere leghista, aggiungendo: “La paura era molta, tant’è che numerosi bambini sono stati portati in salvo da un capotreno e rinchiusi nella motrice del mezzo. All’arrivo dei Carabinieri, i due sono passati alle vie di fatto e, stando alle cronache dei mass media, hanno dato vita ad una violenta lite con i militari”.

Il Cons. Bessone continua: “Per i due si sono aperte le porte del carcere, naturalmente solo per qualche ora, siamo in Italia e chi si macchia di simili reati, difficilmente paga quel che dovrebbe. Quindi il processo per direttissima ha dato loro una pena patteggiata a dodici mesi, da non dover scontare neppure in prigione, grazie alle leggi in materia di giustizia dell’attuale governo”.

“Problemi analoghi si registrano a livello Europeo, ma nel “Bel Paese”, come abbiamo visto in questo e in mille altri casi, si aggiunge l’impunibilità di chi compie un crimine, la mancanza della certezza della pena, che fa sì che taluni possano delinquere senza pagarne le conseguenze, invogliando tanti altri a commettere reati”, spiega il portavoce della Lega. “Ovvio i delinquenti li abbiamo sempre avuti anche noi in Alto Adige, ma è inutile dirci bugie, per quanto ce la raccontino, i reati nell’ex-isola felice della provincia di Bolzano sono proporzionali all’aumento del numero degli stranieri nelle nostre zone”.

“Sia chiaro, non bisogna fare del razzismo, ne di tutta l’erba un fascio, ma a volte tali soggetti, soprattutto se di determinate etnie, si discriminano da soli e non apportano certo pace e serenità alla già difficile convivenza”, commenta Massimo Bessone, concludendo che “chi sbaglia deve pagare ed essere da monito agli altri e se a compiere crimini sono cittadini stranieri devono essere espulsi, per sempre, senza se e senza ma!”.

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