ALESSANDRO URZI’ CONTRO L’ITALICUM

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Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa di Alessandro Urzì, leader di Alto Adige nel Cuore, sull’approvazione dell’Italicum.

 La riforma della legge elettorale imposta a colpi di maggioranza porterà alla quasi integrale estinzione della libera rappresentanza degli Italiani e dei ladini dell’Alto Adige in sede parlamentare, e determinerà l’esclusione delle forze politiche di lingua tedesca alternative alla Svp dal diritto a partecipare alla competizione elettorale.

L’Alto Adige sarà rappresentato solo dalla Svp e la Svp avrà la prerogativa di potere condizionare l’elezione dell’unico deputato possibile per il gruppo linguistico italiano nel collegio uninominale di Bolzano/Laives: da via Brennero sarà possibile quindi scegliere anche il deputato italiano, fra le fila dell’alleato di ferro del PD, che da solo non sarà peraltro in grado di indicare alcun nome.

Un successo su tutta la linea quello ottenuto dalla Svp grazie all’intesa con PD e Berlusconi che svilisce su tutta la linea le aspettative di una rappresentanza plurale della provincia di Bolzano. Nei collegi periferici di fatto sarà inutile per un italiano (a Vipiteno, Silandro, ma anche Merano o Bressanone, Salorno e Egna, poer citare degli esempi) andare a votare per fare eleggere un italiano. La maggioranza linguistica/politica Svp sarà nella condizione di imporre i suoi candidati ovunque. Come è ammissibile un sistema elettorale che quindi esclusa l’intera minoranza italiana dell’Alto Adige dall’intero Parlamento considerato che presto si intenderà soprimere il Senato?

Annuncio a questo punto, se le condizioni non dovvero modificarsi, una candidatura simbolica mia o di un candidato “bandiera” in uno dei collegi per la Camera dei Deputati di Bressanone, Merano o Bassa Atesina per potere rivendicare il diritto al ricorso per via giudiziaria contro una legge che mortifica il principio della proporzionale ed equa rappresentanza dei gruppi linguistici ed in particolare del gruppo linguistico italiano in Parlamento.

Il mio obiettico è arrivare sino alla Corte costituzionale e fare decadere L’Italicum come è stato fatto con il Porcellum. L’Italicum, d’altronde non è altro che una brutta copia del Porcellum che peggiora, se ancora poteva essere peggiorata, la situazione in Alto Adige.

Il tentativo di fare tacere per sempre la voce delle minoranze ladina e italiana (quella libera, non condizionata e “scelta” dalla Svp) deve trovare una ferma risposta democratica da parte delle forze politiche locali.

L’atteggiamento succube del Pd, su regia del sottosegretario Bressa, frustra il senso di autostima di una intera Comunitò che rivendica un riscatto che  passa anche attraverso il suo riconoscimento.

Merita in ogni caso una annotazione di solidarietà e di ammirazione la componente locale di Forza Italia che benchè il partito abbia dato indicazioni di voto senza appello a favore della legge rigettando tutti gli emendamenti modificativi proposti a tutela della minoranza italiana, hanno mantenuto le posizioni non evitando di andare in scontro con la dirigenza nazionale. Non è bastato ma è stato un atto di rispetto verso l’Alto Adige che va riconosciuto.

Alessandro Urzì

L’Alto Adige nel cuore

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