ALESSANDRO URZI’ E IL CAMPO NOMADI ABUSIVO A MERANO

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“Da alcuni mesi oramai,  due parcheggi originariamente previsti per ospitare le auto dei residenti del Rione  S.Vigilio di Merano, sono  stati occupati abusivamente da Rom e Sinti che, installandovi campers e roulotte, di fatto li hanno trasformati in dei campi nomadi abusivi, privi di fognature, bagni ed allacciamenti per l’acqua potabile.” Questa la grave denuncia di Alessandro Urzì, consigliere provinciale per Alto Adige nel Cuore, che nella giornata di oggi ha presentato un’interrogazione.

“Il grave stato di degrado – continua Urzì – nel quale la zona si trova attualmente è amplificato  dalla presenza di rifiuti urbani in grande quantità  e di ogni genere: un pessimo biglietto da visita per la città del Passirio ma anche una situazione di  disagio per tutti i residenti del quartiere.

In maniera analoga due camper abitati da nomadi sono parcheggiati lungo la via Scuderie sempre a Merano ed anche in questo caso ci troviamo di fronte ad un’area parcheggio non attrezzata per la sosta, priva dei più elementari servizi igienici.

Questi insediamenti risultano essere ad ogni effetto abusivi, in quanto il Regolamento di Polizia urbana del comune di Merano  fa divieto a tutti, nomadi compresi, di accamparsi senza autorizzazione sul territorio del Comune, (Articolo 7 – Altre attività vietate – lettera g,) ed anzi lo stesso articolo prevede che  in caso di rifiuto di abbandonare spontaneamente il luogo abusivamente occupato è disposto l’allontanamento immediato o lo sgombero forzato con obbligo di eliminare ogni ingombro installato e di ripulire l’area.

Il successivo Articolo 8 – Igiene del suolo e dell’abitato alla lettera n) dispone il divieto di  imbrattare il suolo pubblico o privato con rifiuti urbani.”

Alessandro Urzì ricorda infine che i cittadini residenti nelle aree interessate hanno segnalato più volte le criticità riscontrate all’amministrazione comunale chiedendo che le aree fossero ripristinate alla loro originaria funzione di parcheggi per autovetture.

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