ALTO ADIGE NEL CUORE E L’IMPOSTA IMI SULLA CASA

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Riceviamo e volentieri pubblichiamo il comunicato stampa di Alto Adige nel Cuore

L’imposta IMI sulla casa nel comune di Bolzano non sarebbe dovuta da parte dei cittadini del capoluogo. Per ottenere questo diritto alla rivalsa sull’applicazione di questo balzello sarà necessario però ricorrere per via giudiziale, al Tribunale di Giustizia amministrativa.

Per comprendere la portata della questione bisogna risalire alla seduta del Consiglio comunale del 23 settembre scorso quando fu approvata, in nottata, in assenza di tutta l’opposizione, la delibera di applicazione dell’IMI.

Una seduta tenutasi in modo irregolare, come attestano anche i verbali ora a disposizione del consigliere comunale Filippo Forest e dell’Alto Adige nel cuore.

Nel corso di una conferenza stampa tenuta questa mattina dallo stesso Forest e dal consigliere provinciale Alessandro Urzì, è stato spiegato che una folta giurisprudenza dimostra come in presenza di sedute di organi istituzionali  tenutesi con le stesse irregolarità formali di quella del 23 settembre scorso, gli atti deliberati non siano immediatamente nulla ma annullabili attraverso ricorsi giudiziari da parte dei diretti interessati, in questo caso i cittadini.

L’Alto Adige nel cuore, hanno spiegato Urzì e Forest, sarà ora a disposizione per fornire tutta l’assistenza e l’informazione necessaria ai cittadini che avessero intenzione di ricorrere, allestendo una sorta di sportello al cittadino.

Ma torniamo all’origine del problema: quella sera il consiglio comunale era stato convocato per le ore 18. A quell’ora doveva essere verificato il numero legale ma la maggioranza di Sinistra/Svp si era presentata divisa e in modo non completo. Nonostante le proteste dell’opposizione che reclamava la tenuta dell’appello questo veniva rinviato oltre tutti i termini previsti dal regolamento quando ormai invece la seduta doveva essere dichiarata “deserta”.

Non si tratta di questione di poco conto e solo formale. Non è ammissibile convocare una istituzione e poi attendere solo il momento giusto in cui c’è il numero di consiglieri della maggioranza utili a fare passare le delibere della giunta, senza alcun rispetto per tutti gli altri consiglieri tenuti in questo caso all’oscuro sino a serata ormai inoltrata quando ormai molti se n’erano anche già andati perché per Regolamento quella seduta non poteva più tenersi.

Insomma si sono stravolte le regole ad uso e consumo di una sola parte del Consiglio con la connivenza grave del Presidente del Consiglio comunale.

Questa arroganza che ha negato il diritto alla opposizione di potere svolgere il proprio ruolo in Consiglio stemperando gli effetti dell’applicazione dell’IMI adesso non può essere fatta pagare a così caro prezzo ai cittadini.

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