ALTO ADIGE NEL CUORE PONE LE SUE CONDIZIONI ALLA SVP

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Oltre due ore di colloquio intenso, senza pregiudiziali reciproche, con l’intenzione di mettere sul tavolo del confronto, a carte scoperte, le proposte che Svp e L’Alto Adige nel cuore hanno messo in campo nel corso della recente campagna elettorale. Idee, soluzioni, ora, finalmente, alla prova dei fatti.
Questa mattina il presidente designato Arno Kompatscher accompagnato dall’Obmann della Svp Richard Theiner, ha incontrato nel
Palazzo del Consiglio la delegazione dell’Alto Adige nel cuore. Al mio fianco l’ex presidente del Consiglio provinciale Maurizio Vezzali.
Rispetto, buon gusto, sobrietà, benissimo, ma anche tanta sostanza nel confronto serrato.
L’Alto Adige nel cuore ha chiarito subito: nasciamo come forza che vuole governare l’Autonomia e non subirla. Riteniamo che essa
debba essere adeguata ai tempi, che il tema delle pari opportunità, fra generi, classi sociali, gruppi linguististici, debba essere posto al
primo piano delle relazioni politiche.
Bisogna liberare risorse, abbiamo detto con assoluta chiarezza, da destinare alle pressanti emergenze sociali del momento, a chi non ce
la fa, a chi è rimasto senza lavoro, alle imprese per le quali va ripensato il modello di imposizione fiscale. Senza alleggerimento della
pressione fiscale non si crea lavoro, non si rimettono in moto gli acquisti e gli investimenti.
Sull’esigenza di rivedere i criteri della spesa pubblica ampia intesa con Arno Kompatscher, ma sono stati chiesti tempi rapidi, trasparenza e coraggio, soprattutto coraggio. Per esempio bisogna incidere sui costi della politica, e fra questi vanno ascritti anche quelli dell’ampio numero delle società partecipate e dei consigli di amministrazione ad esse collegate, che spesso assumono il ruolo di costoso parcheggio di sottogoverno. Bisogna sforbiciare sino all’estremo di ridurre i Cda delle partecipate, se strettamente necessarie, a amministratori unici responsabili del loro operato di fronte al Consiglio ed alla Giunta provinciale.

Forte la richiesta di equilibrato rapporto nel campo della amministrazione pubblica fra i gruppi linguistici, al di là della sotto rappresentazione in Consiglio provinciale del gruppo linguistico italiano.
Vuole dire partecipazione autentica, vuole dire anche autonomia nelle scelte di fondo, di carattere identitario, come nel campo della
scuola (con la richiesta di libertà di potenziamento degli strumenti per il raggiungimento del plurilinguismo) e della toponomastica. Un
gruppo linguistico, il più forte, non può decidere sugli altri. Nessuna richiesta è stata avanzata ad Alto Adige nel cuore di partecipare alla futura giunta o di assumere ruoli ed incarichi istituzionali.

L’Alto Adige nel cuore ha ribadito di considerare la responsabilità il proprio metro di giudizio con cui opererà nel corso dell’intera
legislatura: si valuterà il merito delle proposte, si assumeranno compiti se finalizzati a fare il bene comune, si farà opposizione senza
sconti se non ci saranno condizioni per partecipare all’amministrazione. Una sana democrazia ha bisogno di chi governa, ma anche di
chi controlla come si governa.

Alessandro Urzì
L’Alto Adige nel cuore

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