ANTONIO FRENA SI DIMETTE DA SEGRETARIO DEL PD ALTOATESINO

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“Dimesso a causa dello scherno delle opposizioni e forsennate accuse mediatiche di attaccamento agli incarichi di potere.” Riceviamo e pubblichiamo il comunicato di dimissioni irrevocabili di Antonio Frena, Segretario del Partito Democratico dell’Alto Adige / Sūdtirol.

La nomina odierna di Roberto Bizzo alla Commissione dei Sei costituisce uno spartiacque nella storia del Partito Democratico dell’Alto Adige. Tutti ricordano l’andamento delle recenti trattative di giunta, la difficoltà delle stesse ed il buon accordo raggiunto, nonostante su questo abbia pesato la necessità di dare adeguata rappresentanza e valorizzazione al secondo consigliere eletto del PD. Anzi, quest’ultimo aspetto ha occupato i partecipanti alle trattative quasi più della discussione sui programmi. In maniera poco onorevole, oserei dire, visto che la cittadinanza non si aspetta certo che i politici discutano soprattutto di poltrone.

Non posso dimenticare quali sforzi è costato – soprattutto al mio vicesegretario Carlo Costa, che ci ha creduto fino in fondo – ottenere dal presidente in pectore Arno Kompatscher le assicurazioni sull’assessorato regionale. Assicurazioni rivelatesi poi del tutto aleatorie perché non avevano previsto un accordo preliminare con tutte le parti in causa. E proprio questa parte delle trattative, la discussione sull’’incarico in Regione, è successivamente costata al mio partito lo scherno delle opposizioni e le forsennate accuse mediatiche di attaccamento agli incarichi di potere. Accuse da cui ci si fatica a difendere. Accuse che infangano la stragrande maggioranza del partito. Accuse da cui il PD, oggi, poteva forse uscire elegantemente evitando ciò che invece è successo, evitando cioè di barattare un assessorato regionale impossibile da raggiungere con un posto in Commissione dei Sei. Baratto orrendo che è costato perdipiù alla Commissione la perdita di un tecnico di valore come Alberto Zocchi e che ha mostrato a tutti che nel PD più del merito contano i capricci di singoli mai sazi o la pace tra le correnti. Perseverare diabolicum …

Il capovolgimento di valori che il PD Alto Adige ha realizzato oggi con l’avallo a questa nomina è quindi incompatibile col mio modo di pensare politico e umano ed è quindi altrettanto incompatibile con la guida del partito. Le mie dimissioni odierne, pur effettive e irrevocabili, hanno un valore chiaramente simbolico, complice il fatto che ci troviamo a pochi giorni dalla nomina della nuova dirigenza del partito. Sono il grido chiaro e netto di un militante che non vuole più vivere nella notte della politica in cui il PD si è cacciato. E’ un monito per coloro che, come me, hanno voluto bene al Partito Democratico dell’Alto Adige, ed alla sua nascita e al suo sviluppo hanno sacrificato con passione il loro tempo: non è questa la strada su cui gli elettori ci seguiranno. Lo dico a simpatizzanti e iscritti ma anche, con un pizzico di presunzione, a tutto il mondo della politica locale: non è questa la strada giusta, non saranno le compensazioni di potere o gli scranni sempre più numerosi dati a politici famelici a fornire a cittadine/i la soluzione dei loro problemi.

Alfine mi resta però una speranza: che almeno domenica prossima il mio partito colga l’occasione di cambiare veramente, eliminando col voto un mondo – la vecchia nomenclatura – e un modo di pensare – quello degli oligarchi delle poltrone – che non può avere quartiere in un partito che si definisce democratico.

Antonio Frena

Segretario (non fantoccio) del Partito Democratico dell’Alto Adige / Sūdtirol

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