BOLZANO: DOVE DALL’URNA DELLA DEMOCRAZIA, DEFUNTA, RISORGONO GLI ULIVI

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Democrazia moribonda, democrazia morta, democrazia in cenere, dalle cui ceneri, come la Fenice, risorge il Partito Democratico. “Il governo ha mantenuto parola, garantendo un’adeguata rappresentanza dei gruppi linguistici dell’Alto Adige-Südtirol alla Camera”. Lo dice il senatore Svp Karl Zeller sulla riforma della legge elettorale. “Il testo già inserito dai deputati della Svp alla Camera è stato – informa Zeller – confermato anche dall’Assemblea del Senato con una modifica tecnica ai fini dell’adeguamento del nostro sistema alle modifiche introdotte al Senato”
Questo è quanto è apparso in ansa, agenzia di notizie, pochi giorni fa. Quello che ansa non dice è che, per poter avere un rappresentante a Roma che fosse parte integrante del Parlamento Italiano, su questo l’urgenza effettivamente era nota a tutti, Trentini, Ladini o Austriaci, si è definitivamente, o quasi, penalizzata l’italianità rappresentativa in Alto Adige.
Lo scambio di ruolo, così almeno appare dall’esterno, che per garantire l’Autonomia e la rappresentatività in opera, ha cancellato una buona fetta dell’elettorato altoatesino, si stimano circa il 30%, stabile dal 1990 ad oggi, merito anche della migrazione per lavoro dal sud Italia in Alto Adige.
Un fatto transitorio, che si limiterà, stando alle statistiche, a questa prossima legislatura, calcolata l’incidenza delle migrazioni dall’estero, ma che potrebbe invece scrivere una pagina nuova del Parlamento Italiano, rendendo definitivo l’emendamento approvato 3 giorni fa, ovvero togliendo la rappresentanza del 30% di italiani e ladini in Alto Adige.
“La suddivisione in collegi uninominali del territorio altoatesino (un po’ come avvenuto per il Senato nel passato) regalerà automaticamente tre dei quattro deputati altoatesini alla Svp. Nel collegio di Bolzano è evidente che la Svp potrà scegliersi il candidato gradito ed allineato facendoconvergere su di esso il consenso.” Scrive in una nota Alessandro Urzì, unico ad essere interessato a portare la voce dei nativi italiani in Alto Adige.
La complicità nei numeri è data dall’alleanza Partito Democratico e SVP, che considerevolmente ha valutato una governabilità eludendo le altre forze politiche locali, ovvero Lega Nord, Fratelli d’Italia, Forza Italia, e altri. Il tutto a seguito della legge che stabilisce la residenza da quattro anni in Regione, in eterna discussione e la cancellazione dell’Inno Nazionale dalle scuole, per fare un esempio, il giorno dell’unità d’Italia, tutta Italia canterà “Fratelli d’Italia” eccetto la provincia di Bolzano. Ammesso che questo fatto sia di interesse per il lettore.
Il chiaro patto di valutazione, lampante da tempo, è un provvedimento che il Governo Italiano è costretto a firmare, pena la rimessa dei secessionisti. La politica è trattativa, spostare la residenza per la rappresentatività significherebbe “scappare dagli estremisti” e lo Statuto sull’Autonomia è il primo a garantire la voce a tutti, ma se la minoranza sono i ladini, se gli italiani sono solo un terzo della popolazione altoatesina, mentre poco meno del 60% sono cittadini di etnia austriaca, la soluzione meno invasiva non esiste. Tutto ciò è reale, ancorché strabiliante, poiché rispetto alla Nazione la minoranza linguistica austriaca è senza dubbio “la sacca” etnica da difendere, mentre rispetto alla Provincia di Bolzano la maggioranza linguistica austriaca è la voce dominante. Per un gioco di numeri gli italiani in Alto Adige sono stati sostanzialmente privati, ancora una volta, della democrazia. Per effetto matematico.
A dirla alla Berlusconi, sono vittime mietute anche della Lega Nord, che partocina alleanze improbabili con gli estremisti locali, ma la realtà è che il partito della SVP ha sempre i numeri ed è effettivamente la forza politica, statisticamente a livello nazionale, con casi simili in Sardegna, che mantiene fede ai Patti territoriali. La politica italiana dovrebbe in un certo senso imparare dalla coesione della SVP per arrivare a tali risultati, ma ciò non è il tema in discussione qui, si parla invece di democrazia, elezioni e rappresentatività.

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