Bolzano e i suoi disagi sanitari, Urzì: “Analisi su appuntamento per persone in difficoltà”

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La collocazione di un erogatore di biglietti numerati a disposizione dell’utenza all’esterno del distretto sanitario di via Palermo a Bolzano appare impraticabile. Anche l’aggiunta di ulteriori posti a sedere in sala d’attesa oltre ai 12 già a disposizione dell’utenza non risulta realizzabile in quanto si limiterebbe lo spazio indispensabile al passaggio di una barella in caso di emergenza sanitaria.

Lo comunica l’assessore provinciale alla Sanità Martha Stocker rispondendo ad un’interrogazione di Alessandro Urzì. Il consigliere di Alto Adige nel cuore è intervenuto in seguito alle  segnalazioni dei cittadini del quartiere che lamentano una scarsa efficienza nella organizzazione dei servizi di prelievo ed analisi del sangue presso la struttura di via Palermo.

In particolare le segnalazioni riguardano il numero limitato di posti a sedere presso il centro, soprattutto considerando l’utenza molto numerosa di persone anziane, che costringe il pubblico a lunghe attese in piedi, in un locale che non pare essere stato realizzato allo scopo precipuo cui è stato destinato e che quindi mostra la propria inadeguatezza strutturale nella organizzazione degli spazi.

L’assessorato conferma che si è assistito ad un progressivo e significativo aumento dell’affluenza ai vari servizi distrettuali compreso il centro prelievi nella struttura di via Palermo, che progettata appositamente per accogliere in un unico edificio tanto i servizi sanitari che quelli sociali, non ha subito rimaneggiamenti strutturali o riorganizzativi tali da stravolgerne le caratteristiche originali rispetto alla costruzione originaria risalente ai primi anni 2000.

Secondo l’assessore Stocker la qualità degli interventi nel distretto e nel centro prelievi di via Palermo è identica a quella erogata nelle equivalenti strutture distrettuali di Bolzano. Il dimensionamento dei servizi è i commisurato oltre che al bacino d’utenza anche alle necessità sanitarie della popolazione residente.

“Nessuno ha messo in discussione – afferma il consigliere Urzì – la qualità dei servizi sanitari offerti all’utenza. E’ semmai l’accoglienza e la gestione dell’attesa ad essere carente. Come si possono tollerare che persone non più giovani ed alle prese con gli acciacchi dell’età se ne stiano in fila per tanto tempo ad aspettare il loro turno? Se l’idea dell’erogatore esterno non viene ritenuta attuabile che si valuti la fattibilità di analisi su appuntamento almeno per le categorie deboli come gli anziani e coloro che sono affetti da patologie croniche ed invalidanti.”

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