CAMPO NOMADI A MERANO, L’ALTO ADIGE NEL CUORE: “UN FALLIMENTO”

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Il blitz effettuato all’alba di ieri dalle forze dell’ordine al campo nomadi di Merano riaccende i riflettori su una delle strutture più contestate della città del Passirio.  Il campo, sorto nell’illegalità sotto i piloni di cemento della superstrada, “ha da sempre alimentato il disagio dei residenti del limitrofo quartiere di Maria Assunta e dei fruitori dell’area sportiva della confluenza, costretti a convivere con l’inciviltà ed il mancato rispetto delle regole dei nomadi occupanti l’area”, afferma L’Alto Adige nel Cuore Merano.

“La giunta comunale ha dimostrato – continua L’Alto Adige nel Cuore Merano – tutta la propria impreparazione nell’affrontare la spinosa questione e non è stata in grado di dare alcuna risposta alla cittadinanza esasperata dalla presenza di una comunità, quella dei sinti, che nonostante le tante promesse ha sempre voluto vivere ai margini, non solo della città, ma anche della legalità”.

“Il progettato spostamento del campo, nella zona di intersezione tra il fiume Adige ed il rio Haarwana, che è bene dirlo chiaramente non avrebbe risolto i problemi,  è naufragato sulla normativa della Sovraintendenza ai Bacini Montani  che impedisce gli insediamenti abitativi all’interno dell’alveo dei fiumi. Ma nel frattempo – conclude L’Alto Adige nel Cuore Merano -, oltre ai costi di progettazione per una struttura che difficilmente potrà essere portata a termine,  sono stati spesi oltre 200 mila euro per la costruzione del muro ciclopico di protezione dell’impianto. Soldi buttati al vento”.

[Photocredit www.goinfo.it]

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