IL PARLAMENTARE ORFINI (PD) A BOLZANO

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“La sinistra deve tornare ad avere posizioni chiare e precise su lavoro, sviluppo per ricostruire il Paese e farlo uscire dalla crisi” Così, l’onorevole Matteo Orfini, ha presentato a Bolzano “Rifare l’Italia”, area politico-culturale del Partito Democratico, e la rivista bimestrale “Left Wind” ad essa collegata.

In conferenza stampa, presenti Vanda Carbone, Chiara Pasquali, Cornelia Brugger e Mauro De Pascalis, il parlamentare romano ha sottolineato come “con l’associazione e la rivista, si voglia dare un contributo all’azione del governo Renzi su temi quali lo sviluppo, il lavoro, l’industria e le privatizzazioni”. E su quest’ultime, ha rimarcato: “Non si può abbattere il debito pubblico privatizzando, perchè questo significa far perdere qualità dei servizi” E sui soldi derivanti dalle privatizzazioni, Orfini ha dato la ricetta di “Rifare l’Italia”: “Gli 8 miliardi che ne deriverebbero invece di destinarli, come previsto oggi al risanamento del debito – sarebbero una goccia nel mare dei 2mila miliardi – bisognerebbe destinarli a investimenti, che modificherebbero il trend negativo dei consumi e aiuterebbero lo sviluppo”

Per Orfini, infatti, “il problema delle imprese non è solo l’alta tassazione e il costo del lavoro, come sostiene il presidente della Confindustria Squinzi e per i quali Renzi ha messo in campo dei buoni provvedimenti, ma la mancanza di commesse che, con l’aumentare dei consumi, vedrebbero un rialzo”.

Il leader di “Rifare l’Italia” ha detto, poi, che “lo Stato debba recuperare il suo ruolo di propulsore dell’innovazione con in vestimenti ad hoc. I Paesi che hanno retto meglio la crisi – ha proseguito – sono quelli che non hanno rinunciato al ruolo di investitori in questo settore”.

Orfini ha lodato il governo “per i buoni provvedimenti messi in campo in materia di investimenti per l’edilizia e per il recupero idrogeologico”, ma ha criticato “il piano sul lavoro, presentato con decreto dal ministro Poletti: “Potrebbe creare ulteriore precarietà con la possibilità di assumere per 8 volte nell’arco di 36 mesi ed è per questo che bosigna modificarlo. Se semplifica tutte le complesse normative presenti, manca di tutta la parte dedicata al lavoro a tempo indeterminato ed è per questo che noi riproporremo i contratti d’inserimento. Così come per l’apprendistato serve che ci sia l’obbligo della formazione”.

Infine, il parlamentare romano, in merito all’incontro sulla formazione professionale previsto per settembre a Bolzano tra la cancelliera Merkel e il premier Renzi, ha detto che “il modello altoatesino, pur essendo molto interessante, non può essere esportato in tutta Italia, per le complessità presenti nel nostro Paese. Ma – ha aggiunto parlando di Europa – la discussione tra i due leader a settembre dovrà fare i conti con i risultati delle elezioni europee, che di certo vedranno l’avanzata delle forze antieuropeiste. L’Europa dovrà prendere coscienza che al centro della discussione non dovranno esserci più i conti in ordine, ma la disoccupazione, che ha portato molti cittadini ad non amare più l’Europa”.

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