L’APPELLO DI ALESSANDRO URZI’ ALLA COMUNITA’ ITALIANA DI SAN CANDIDO

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Si riceve e volentieri si pubblica il comunicato stampa di Alessandro Urzì, Consigliere provinciale per Alto Adige nel Cuore, in merito alla rappresentanza politica italiana a San Candido, in Alto Adige.

“La riduzione del numero dei consiglieri comunali nei nostri Municipi introdotto recentemente dalla Regione determinerà uno sforzo e numeri ancora maggiori per potere continuare a garantire nel comune di San Candido una continuità di rappresentanza della Comunità di lingua italiana. Tecnicamente si può dire che si alzerà verso l’alto il quorum per eleggere un consigliere. Ciò potrebbe prefigurare, considerati i numeri reali della popolazione di lingua italiana e quindi dei votanti, la difficoltà a conquistare due seggi pieni, uno attribuibile con una certa probabilità, solo con i resti.

Lo Statuto di Autonomia impone almeno due consiglieri di un gruppo linguistico per potere avere la garanzia di una presenza in giunta comunale. Con un consigliere solo di un gruppo linguistico ci si riduce a mera presenza di testimonianza, incapaci di incidere sulle scelte assunte dalla maggioranza “politica e linguistica”.

Questo è il punto: sto seguendo con grande apprensione il balenarsi della possibilità che nasca a San Candido una seconda aggregazione civica “italiana”. Numeri alla mano, questo significherebbe la scomparsa quasi certa del gruppo italiano dalla futura giunta: ritengo improbabile l’elezione di due consiglieri, uno per lista, a numeri della popolazione di lingua italiana invariati se non in discesa da cinque anni fa, con la composizione ridotta del Consiglio, con la perdita dei resti.

Insomma, un suicidio annunciato. Il pluralismo di pensiero è una risorsa straordinaria e che deve essere alimentata, se fondata su ragioni politiche e di valutazione sulle cose, ma ciò non può portare ad atteggiamenti
autolesionistici gli Italiani dell’Alto Adige e quelli di San Candido. In Provincia per queste ragioni, per il frazionamento del mondo politico, vero cancro della nostra Comunità, i consiglieri italiani sono calati da 11 di solo qualche anno fa a 5. A San Candido il frazionamento potrebbe portare a zero o nel migliore dei casi ad un consigliere, quindi all’esclusione dall’amministrazione.

Credo di avere un dovere morale, per l’amore che nutro per questa parte così preziosa di nostra Comunità, quella di San Candido, ad appellarmi a scelte di responsabilità ed unità, anche superando legittime divisioni sulle volontà dei singoli candidati. C’è l’inderogabile esigenza di creare una unica aggregazione di lingua italiana, una lista civica che unisca le differenze. Gli elettori hanno ancora in Alto Adige lo strumento delle preferenze per potere scegliere il candidato o i candidati (sino a quattro) che preferiscono di più.

Non dividiamo anche San Candido, non uccidiamo anche a San Candido il diritto che ancora abbiamo, sulla carta, di avere una rappresentanza della Comunità libera ed autodeterminata. Io sostengo una sola lista civica unitaria, senza alcun dubbio, e invito tutti i cittadini di San Candido a offrire un gesto di amore verso la propria Comunità: non dividetevi condannandovi all’insignificanza politica!

Alessandro Urzì
Consigliere provinciale dell’Alto Adige nel Cuore”

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