L’ASPIRANTE COSTITUZIONALISTA EVA KLOTZ

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“Il presidente della provincia autonoma di Bolzano Kompatscher si occupa troppo facilmente di autodeterminazione. Perché egli legge soltanto l’art. 5 e non gli art. 10 e 11 della Costituzione italiana?”
Questa è la domanda che Eva Klotz, consigliera regionale del Trentino Alto Adige, favorevole all’autodeterminazione del Südtirol dall’Italia e all’annessione con l’Austria, rivolge al presidente della provincia autonoma di Bolzano, Arno Kompatscher, con l’intento di mettere in evidenza alcuni punti della nostra legislazione che sorreggerebbero i suoi propositi indipendentisti.

L’art. 5 da lei menzionato rivolgendosi a Kompatscher dice: “La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali, attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo; adegua i principi e i metodi della sua legislazione alle esigenze dell’autonomia e del decentramento” .
La nostra Repubblica viene definita “una e indivisibile”, termini che l’indipendentista dovrebbe conoscere,  ma che a rigor di logica andrebbero a “cozzare” con il suo intervento, volto a sostenere  la “libertà dalla Nazione”, la stessa Nazione che anche lei sa essere inseparabile nelle sue parti, per volere della stessa legislatura che fa di lei una cittadina italiana.  Secondo la Klotz tale articolo, che conferisce garanzie di libertà alle diverse collettività territoriali per il perseguimento e la gestione degli interessi locali, troverebbe valido supporto negli art. 10 e 11 della Costituzione, riguardanti  la ratifica italiana degli Accordi Internazionali sui diritti dei Popoli e le limitazioni della  sovranità nazionale.

 Difatti la consigliera continua il proprio intervento dicendo:
L’art. 10 prevede che l’ordinamento giuridico italiano si adegui alle normative del Diritto Internazionale generalmente riconosciute. L’Italia ha ratificato senza riserve sia la “Charta” delle Nazioni Unite  sia gli Accordi Internazionali sui Diritti dei Popoli, documenti relativi  al diritto all’Autodeterminazione  dei Popoli! “.
L’art. 11 della Costituzione stabilisce che “l’Italia…”, in condizioni di parità con gli altri Stati, può derogare limitatamente alla sovranità statale quando ciò risulti necessario per un ordinamento giuridico che garantisca la pace e la giustizia tra i popoli”.

Per quanto riguarda l’articolo 10,l’adattamento dell’ordinamento giuridico italiano  alle norme internazionali generalmente riconosciute è un fatto avvenuto che trova riscontro nello stesso diritto della Repubblica italiana. Per “norme generalmente riconosciute” si intendono le norme consuetudinarie e i principi generali di diritto internazionale. Non risulta che l’Italia stia privando l’altoatesino dei diritti fondamentali considerati da tali norme.

L’articolo 11, di cui la Klotz tralascia la prima parte riguardante la rinuncia della forza armata da parte dell’Italia come strumento di opposizione, nella seconda parte riguarda le limitazioni della sovranità a favore di condizioni di reciprocità ed eguaglianza. Tuttavia non considera un dettaglio poco trascurabile, e cioè che l’ articolo parla delle  relazioni italiane con  istituzioni sovranazionali.

 Ma l’indipendentista non demorde, e continua: “Se la richiesta di Autodeterminazione  fosse anticostituzionale, Francesco Cossiga non avrebbe mai consentito che il disegno di legge per lo svolgimento del diritto di Autodeterminazione dei Sudtirolesi fosse presentato nel Parlamento romano! Inoltre a differenza della Gran Bretagna, che si deve intendere quale unione volontaria di Paesi, il Sudtirol non appartiene affatto volontariamente bensì involontariamente, allo Stato italiano finché non avrà esercitato il proprio diritto all’Autodeterminazione!”.

Indipendenza locale in base all’art. 5, che ha avuto una concreta attuazione nell’autonomia concessa alla provincia di Bolzano; l’art. 10 che riguarda diritti fondamentali fino ad ora rispettati ; l’art. 11 che prevede  la rinuncia alle armi e alle limitazioni della sovranità nazionale, ma non ad una sua eliminazione su base regionale; il disegno di legge presentato da Cossiga e mai concretizzato. Questo è quanto la Klotz considera per un’argomentazione a favore dell’indipendentismo, e volta a mettere in evidenza una teorica incostituzionalità italiana.

Per non parlare di un piccolo dettaglio che non ha considerato: l’accordo De Gasperi – Gruber.
Risalente al 1946, e riguardante la protezione delle minoranze linguistiche in Alto Adige, fu considerato all’Assemblea delle Nazioni Unite, il 28 Novembre 1961.  Le stesse Nazioni Unite che la consigliera nomina a favore del proprio intervento,  di cui l’Italia avrebbe accettato la “Charta”, e che durante la Risoluzione n. 1661 decisero che l’Austria avrebbe dovuto monitorare la situazione in  Trentino Alto Adige, rinunciando alla pretesa di un referendum popolare circa l’assegnazione della regione.

A questo punto sorge spontanea la domanda: sarebbe questa l’incostituzionalità italiana?

Laura Padoan

 

 

 

 

 

 

 

 

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