Leopoldina, Urzì: “Un talent show senza anima”

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Urzì: “La vittoria della burocrazia pubblica, della casta politica, dei professionisti al top delle classifiche degli appalti e incarichi pubblici”.

“E la novità? Dalla Leopoldina in scala ridotta (e con molte sedie vuote) del principale partito di governo italiano dell’Alto Adige non mi aspettavo qualcosa di più, mi aspettavo almeno qualcosa”. E’ quanto scrive in una nota il Consigliere provinciale a Bolzano Alessandro Urzì. “Tutte le cronache mi raccontano di una stanca rassegna di personalità tutte rispettabili, sia ben inteso, ma che nell’insieme sono quello che ci aspettavamo, nulla di nuovo: la casta dei dirigenti pubblici, quelli che in simbiosi con il potere, sono le leve autentiche del potere, quelli che decidono e reggono la macchina amministratrice. Sono l’espressione pura del PD perché sono le braccia operative della casta politica immobile nei suoi equilibri: il bellunese Bressa (altoatesino solo perché l’Alto Adige è il collegio blindato che gli è stato assegnato dalla segreteria nazionale del partito, a proposito di partito che parte dal basso…) a fare da regista e selezionatore in un talent show disarmante, perché tutto introspettivo. Il futuro lo sceglie l’apparato, non i telespettatori/elettori”.

“Accanto alla casta della burocrazia più grigia la selezione dei professionisti con il più alto indice di appalti o incarichi ottenuti da Provincia e Comune.  E dietro di essi quelli che gli incarichi aspettano di ottenerli, con figure anche pesanti sulle quali è saltato un intero Consiglio comunale democraticamente eletto. E una volta si parlava di conflitti di interesse…”, prosegue il Consigliere Urzì. “Poi i volti di sempre, immobili e permanenti, della politica: quelli che non mollano e non intendono mollare anche quando perdono sia le elezioni che il partito come la segretaria ormai senza redini. Fanno parlare anche quella finta Destra che si candida per spaccare la Destra, prenderle i voti e portarla a Sinistra, alla corte del potere (la quota parte riconosciuta al Pd nel sistema dell’oligopolio Svp). Se c’è chi si propone ora di fare l’operazione sporca di rubare ai poveri della Destra per portare il bottino ai ricchi della Sinistra ci sono anche quelli che la parabola l’hanno già compiuta facendosi eleggere per la Lega e Forza Italia e aderendo due mesi più tardi a Liberal Pd ottenendo ora il pieno riconoscimento, il premio dell’opportunista dell’anno è assegnato. Tutto in una cornice di festosa  e patetica ilarità. Ma la politica non dovrebbe essere anche nobiltà di comportamenti e soprattutto coerenza? Roba vecchia, si dirà, ora contano gli interessi”.

Alessandro Urzì conclude: “La Leopoldina è stato un patto per la conservazione: mantenere tutti gli equilibri così come sono, serrare i ranghi fra casta dei dirigenti pubblici, sistema di potere politico, professionisti alla ricerca di nuove opportunità. Per se stessi, non per la città o il territorio. Ci si sarebbe aspettati un volo alto, un battito di ali che facesse intendere che esiste anche una visione morale e ideale della politica, una idea diversa di Alto Adige e di partito italiano di governo, un po’ meno con lo sguardo basso e l’atteggiamento del cameriere. Invece ci si è seduti al tavolo solo per dividersi quello che è ancora possibile dividere. Tutto qua sta Leopoldina? Film già visto…”.

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