M5S ALTO ADIGE E L’ECONOMIA BENE COMUNE

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E’ stata una giornata importante quella vissuta oggi in Consiglio provinciale, con l’approvazione del bilancio di previsione per il 2015, la legge provinciale che stabilisce come verranno spesi i soldi dei contribuenti. In questo senso, esprimiamo soddisfazione per l’approvazione in aula del nostro ordine del giorno che introduce i principi dell’’Economia del bene comune nelle logiche di distribuzione del denaro pubblico: dai finanziamenti alle imprese, all’assegnazione di appalti, al sostegno ai Comuni. Da oggi principi come il contributo alla qualità della vita, alla dignità umana, all’equità e solidarietà, alla sostenibilità ambientale, alla giustizia sociale e alla cogestione democratica entrano di diritto nei criteri e nelle linee guida dei finanziamenti pubblici all’economia. Riteniamo infatti, che profitto e crescita non debbano essere gli unici obiettivi dell’economia. Inoltre, le logiche del bene comune e del sostegno ai circuiti locali rispondono alle esigenze di dare preferenza al nostro territorio, alle nostre imprese, a chi contribuisce alla creazione di valore in senso ampio sul nostro territorio, rovesciando una prospettiva sempre più insostenibile – quella fondata sulla crescita ad ogni costo e sul solo profitto – e indirizzando l’economia verso una sua variante finalmente più attenta ai rapporti sociali e all’equilibrio ambientale. Più umana quindi.
Un cambio di paradigma netto quindi, adottato sulla base del programma elettorale del M5S nazionale e altoatesino, contenuto in un documento cofirmato – oltre che da Paul Koellensperger – anche da un esponente di peso della maggioranza come Dieter Steger (Svp) e sostenuto dai colleghi Verdi. A loro va il nostro ringraziamento per il sostegno alla proposta.

Resta una nota di rammarico, per aver visto affossate le altre nostre mozioni che chiedevano di aumentare le risorse finanziarie a disposizione dell’assistenza sociale e degli assegni di cura per le persone non autosufficienti, oltre a quella che mirava a rimodulare l’addizionale regionale all’Irpef esentando le famiglie meno abbienti.

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