SCONTRO DURISSIMO CON LA LEGA NORD SULLA RICHIESTA DI SECESSIONE PER IL TRENTINO – ALTO ADIGE

2
78

Duro scontro questa mattina con la Lega Nord del Trentino sull’appartenenza dell’Alto Adige e del Trentino all’Italia. Il tema della secessione è infatti incredibilmente approdato in Consiglio regionale. Questa mattina nella sua I Commissione legislativa si è cominciato a discutere del referendum per l’autodeterminazione proposto dal coordinatore regionale della Lega Maurizio Fugatti.

“Lo scontro è stato inevitabile – afferma Alessandro Urzì (L’Alto Adige nel Cuore) -. Ho richiamato il valore assoluto e indiscutibile dell’Unità nazionale come elemento che non può essere posto in discussione con iniziative avventate che rischiano, come è stato aggiunto nel corso del dibattito da alcuni consiglieri, di balcanizzare il nostro territorio introducendo il germe della secessione. Ho richiesto con forza un pronunciamento della Presidenza della Regione e del Consiglio regionale che rivendichi il valore altrettanto indiscutibile dell’Autonomia quale strumento frutto di un lunghissimo percorso di condivisione e pacificazione che non può essere minato da iniziative estemporanee destinate a produrre effetti incalcolabili”.

“Il clima si è fatto molto duro – continua Urzì -, sino a quando il disegno di legge non è stato sospeso e sono stati richiesti atti e una scheda tecnica di approfondimento all’ufficio legale del Consiglio regionale, utile a definire i possibili sviluppi della iniziativa legislativa che comunque ho definito inammissibile su un piano etico, perché d’un soffio cancella settanta anni di Autonomia e la dichiara da superarsi con un salto nel vuoto verso una dimensione al di fuori dell’Italia, piena di contraddizioni e rischi”.

“Ho rivendicato i principi della Costituzione e dello Statuto di Autonomia ineludibili chiedendo un chiaro pronunciamento a difesa degli stessi da parte di tutti i componenti della Commissione al di là del gruppo  linguistico di appartenenza o la parte politica. Chi provoca emozioni di ribellione contro l’appartenenza all’Italia (condizione fondamentale, peraltro, per godere dei vantaggi anche economici che da ciò derivano) semina tempesta. Attenzione, perché può essere pericoloso. Per gli Italiani dell’Alto Adige – conclude Urzì – tutto ciò tanto più appare come un tradimento ed un abbandono che merita l’espressione di una forte preoccupazione”.

Comments

comments