URZI’ CONTRO I SECESSIONISTI CHE OFFENDONO NAPOLITANO

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Le dichiarazioni di ingiuria verso il Capo dello Stato italiano da parte di Suedtiroler Freiheit costituiscono un atto esecrabile.
La attribuzione al Presidente della Repubblica del titolo di ignorante è avvenuta in conseguenza alla dichiarazione di Napolitano, nel corso della visita di Stato dell’omologa austriaco a Roma, per cui l’Alto Adige ha fatto la scelta dell’appartenenza statuale all’Italia ma mantenendo vivo un rapporto di collaborazione con la vicina Repubblica. I secessionisti contestano proprio questa dichiarazione per cui ci sarebbe stata una scelta e rilanciano: “noi siamo stati occupati, ora chiediamo il referendum per staccarci dall’Italia”.
E invece sbagliano in modo madornale: l’Alto Adige ha scelto di stare con l’Italia. Lo ha fatto quando ha dichiarato di accettare l’autonomia, di impegnarsi per essa. Questo significa stare ai patti, da gentiluomini.
Sono invece quaquaraquà i secessionisti, coloro che dopo avere per cinquant’anni spremuto come un limone l’Italia avendone goduto tutti i frutti ritengono ammissibile rivendicare ora il diritto alla separazione. Questo significa essere persone di dubbia moralità, significa non rispettare l’Autonomia che anche con molta retorica è stata applicata all’Alto Adige. Tutti erano autononisti sino a ieri. Sino a quando non ci si è sentiti così forti da pretendere di fare un passo oltre l’Italia.
Questa miseria morale, questo opportunismo, merita la più profonda censura. Esprimo la mia solidarietà al Capo dello Stato ma mi chiedo: certe ingiurie devono sempre rimanere impunite? Piaccia o non piaccia l’Alto Adige ha scelto a suo tempo di accettare l’Autonomia, benchè anche da parte italiana molti non ne fossero affatto convinti, ed in ogni caso ora pacta sunt servanda. Forse varrebbe la pena che i secessionisti si applicassero per un ripasso di cultura politica e di storia.
Alessandro Urzì
L’Alto Adige nel cuore

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