URZI’ E LE AZIENDE “MURATE VIVE”

0
29

Riceviamo e volentieri pubblichiamo quanto ricevuto da Alessandro Urzì, consigliere provinciale per Alto Adige nel Cuore.

Ecco la storia di numerose aziende “murate vive” dal Comune di Bolzano nel silenzio della Provincia- Nel settembre del 2009 il Centro artigianale e produttivo Manus sorto sull’ area ex Iveco di fronte alle Acciaierie fu inaugurato in pompa magna dalla Provincia e dalle autorità comunali. Doveva essere un modello per la città di Bolzano. Non ha potuto però dispiegare il volo con tutta la sua potenzialità, nonostante l’impegno e la capacità imprenditoriale dei soci del Consorzio, e ciò per un ritardo incomprensibile e paradossale da parte delle istituzioni: il centro infatti non dispone ancora della strada di accesso sul lato verso Oltrisarco, per intendersi, ossia in quella che dovrebbe essere via Planck (il Comune ha installato anche una targa della via). Il sedime della strada che non c’è è occupato ancora dalla pista di prova dei mezzi corazzati Iveco che più volte alla settimana provano la loro efficienza motoristica, con un incessante ed assordante rumore (provare per credere, a resistere solo per pochi minuti, affacciandosi dalle finestre del Manus verso la pista).

E qui si sommano due problemi evidenti. Tutte le aziende che si affacciano su quella che dovrebbe essere via Planck (una via che non c’è) non hanno una strada di accesso alle loro attività ma solo un muro he le nasconde alla vista di tutti e le rende faticosamente raggiungibili. Ovviamente l’accesso da parte dei clienti delle aziende come pure la sola visibilità delle stesse sono altamente pregiudicati. E si va avanti così da anni.

A peggiorare le cose il rumore insopportabile delle prove dei mezzi corazzati Iveco che rendono quasi impossibile anche parlarsi senza dovere alzare la voce. Una situazione intollerabile che deve essere sanata, a tanti anni dall’ inaugurazione del Centro con le promesse dell’amministrazione comunale e provinciale di porre le aziende nella migliore condizione di operare. Per questo ho presentato una interrogazione con la quale richiedo:

  1. come si intenda procedere, anche in accordo con il Comune di Bolzano per garantire il trasferimento della pista di prove dell’Iveco alleggerendo la situazione sul piano dell’inquinamento acustico dell’intero isolato e quale soluzione sia stata individuata per l’Iveco stesso considerato che evidentemente le prove dei mezzi costituiscono un indispensabile anello del processo produttivo dell’importante e apprezzato stabilimento produttivo che dà lavoro a tante altoatesini;
  2. quando e come si intenda fare garantire da parte del Comune l’apertura della strada di accesso alle aziende insediate nel Centro produttivo Manus che si affacciano sulla via Planck che non c’è;
  3. se non si ritenga che ogni giorno di ritardo nella apertura della strada costituisca un danno economico per le aziende interessante in un momento in cui è necessario adottare tutti i provvedimenti necessari per dare respiro all’impresa economica.

Confido in una risposta concreta, ossia nell’apertura dei lavori per fare la strada promessa.

Alessandro Urzì

L’Alto Adige nel cuore

Comments

comments