URZI’. “NON AMO I FACILI POPULISMI”

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Le notizie circa l’applicazione, per i calcoli di costituzione del Fondo Family e per gli anticipi parziali di quota parte dei vitalizi maturati dai consiglieri regionali, di tassi di sconto apparentemente di molto più vantaggiosi rispetto a quelli abitualmente applicati sul mercato, e del calcolo di una aspettativa di vita degli stessi consiglieri regionali superiore alla media, costituirebbero, se accertate nella loro dimensione, condizioni incomprensibili e ingiustificabili, applicate d’ufficio e mai concordate con i diretti interessati.

La manovra “stop ai vitalizi futuri” approvata con legge dal Consiglio regionale doveva avere, e per questo ritengo di potere affermare che molti l’hanno approvata nel suo impianto generale con convinzione, l’obiettivo di fare risparmiare le casse pubbliche e chiudere con l’alimentazione all’infinito del sistema dei vitalizi. Non potrei avvallare per questa ragione che questa manovra possa avere prodotto per paradosso condizioni di vantaggio economico per i consiglieri regionali. E’ contrario alla mia etica politica ed alla mia dignità istituzionale.

Non amo i facili populismi e non li pratico, non concederò nulla anche in avanti alla demagogia, sostengo i diritti legittimi maturati da chi ha prestato un servizio di interesse pubblico per una o più legislature sospendendo la sua vita professionale, ma proprio per questo mi schiero con una posizione di ferma, responsabile e non emozionale contrarietà ai criteri di applicazione del tasso di sconto praticato se verrà valutato di favore e dell’aspettativa di vita dei consiglieri regionali oltre la media. Ritengo al contrario, a proposito di aspettativa di vita, il lavoro che ho svolto sino ad oggi usurante, nell’anima prima che nel fisico, al di là delle ironie, e non credo di potere rivendicare il diritto di potere vivere più di altri lavoratori.

Dalle Istituzioni mi aspetto, nel rapporto con i propri amministrati, l’applicazione di criteri che privilegino sempre in ogni caso la collettività prima dell’interesse particolare. In una parola criteri giusti. E’ una regola generale che solo se applicata con moralità ed equilibrio riesce a fare incontrare proprio queste due esigenze.

Alessandro Urzì

Consigliere regionale

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