Lettera al direttore: Claudio Cia contro Rossi e Zeni sulla sanità pubblica trentina

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Si riceve e volentieri si pubblica la lettera al direttore del Consigliere provinciale di Trento Claudio Cia in merito alla situazione della sanità pubblica trentina ed il suo rapporto con la Giunta Rossi.

Signor Direttore,
partecipando stamattina all’incontro formativo organizzato dall’U.P.I.P.A. sul tema “Anziani: quale futuro? Tra accorpamento delle RSA e welfare di comunità”, ho potuto sperimentare una volta di più, in presa diretta, che gli ambiti del sociale e della sanità sono ricchi, nel nostro Trentino, di professionalità e competenze di primo livello, cui si accompagna un giacimento enorme di passione civile, di generosità, di attivazione volontaria. Tutto ciò sembra, peraltro, scarsamente considerato da una Giunta provinciale che continua ad assumere decisioni di rilevante, e negativo, impatto sulle nostre comunità locali al di fuori di qualunque prospettiva di welfare partecipato, senza alcun confronto con i rappresentanti delle istituzioni locali e seguendo criteri meramente ragionieristici. Ai politici, di questi tempi, sono richieste creatività e visione, per intervenire su quei rivoli, tra i mille della spesa pubblica, che non riguardano servizi essenziali per i cittadini. All’attuale governo provinciale tali creatività e visione sono sconosciute. In compenso, si chiariscono le dinamiche relative alla gestione politica della sanità trentina. Donata Borgonovo Re aveva una propria visione dei settori sociale e sanitario e, al netto delle sue improvvide fughe in avanti, anche la disponibilità a lavorare su tavoli con gli operatori del settore. Non è un caso che il Presidente Ugo Rossi l’abbia silurata proprio quando ha comunicato di essere intenzionata a promuovere la sostituzione del Direttore generale dell’Azienda Sanitaria Luciano Flor. Agli occhi di Rossi, la Borgonovo Re aveva un insuperabile limite: voleva fare effettivamente l’Assessora, ossia assumere un ruolo guida nella riorganizzazione della sanità e del sociale in Trentino. Oggi, le cose sono chiare: Rossi e Flor – fulmineamente confermato per 5 anni dopo l’insediamento del nuovo Assessore Luca Zeni – dettano la linea e Zeni esegue pedissequamente, mettendo la propria faccia su proposte che verosimilmente si è già trovate sulla scrivania (vedi l’idea dell’Azienda unica per la gestione delle RSA) esponendosi a figure imbarazzanti (vedi l’intervento con il Dirigente generale De Col a una riunione di medici per esporre i vantaggi di trasferire il Not a Mattarello) riuscendo magistralmente a far imbufalire colleghi di tutti i partiti, a partire dal suo, professionisti e comunità locali, quando prova a spiegare in modo mellifluo i colpi di mannaia inferti alla rete ospedaliera da quel Direttore generale che, ineffabile, si gode gli oltre 200.000 euro del suo compenso, pagati dai cittadini a chi sta togliendo loro servizi.

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