Il M5S Trento contro lo spot PD sui referendum

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«ln questi giorni il PD di Trento ha inviato questo foglio informativo a 50 mila famiglie ove tra le altre cose, in riferimento alla delibera di modifica dello Statuto arrivata in consiglio il 1 dicembre, sostiene quanto segue:“In queste settimane siamo al lavoro anche per apportare modifiche statutarie agli istituti referendari. Non si tratta solo di abbassare il quorum al 25% per le iniziative popolari, ma di ampliare le materie referendabili e renderne vincolante l’esito. Vorremmo poter dare ai cittadini uno strumento in più per aiutare la comunità a crescere e per riappropriarsi del diritto-dovere alla partecipazione politica attiva”.
Quella che viene rappresentata è una visione assai singolare delle cose, dato che non corrisponde a quanto portato avanti in aula dalla maggioranza del PD, il cui il capogruppo già tempo addietro nella commissione competente aveva affermato di voler rimandare di 6 mesi l’eventuale inserimento nella delibera di ulteriori modifiche, sostenendo fosse necessario avere più tempo per parlarne. Durante la seduta del 2 dicembre, il M5S e L’altra Trento hanno presentato un emendamento che chiedeva di rendere vincolante l’esito dei referendum (emendamento riformulato in modo da avere parere tecnico positivo del Segretario generale). La maggioranza del gruppo PD, ad eccezione di alcuni singoli consiglieri, si è astenuta concorrendo alla bocciatura della proposta.
Ci sembra dunque grave che, a fronte dei fatti appena riportati, si racconti alla cittadinanza una storia diversa: al di là di quello che il gruppo PD intende approvare nei prossimi mesi, quanto riportato sul volantino non è stato coerentemente sostenuto col voto in aula a inizio dicembre. Aspettiamo che questa distanza tra parole e fatti, tipica peraltro della dirigenza PD ad altre latitudini, venga smentita nel futuro prossimo. Intanto però abbiamo presentato una domanda d’attualità al Sindaco per sapere se, nel caso in cui per la stampa del foglio informativo siano stati utilizzati i fondi a disposizione dei gruppi consiliari, questo possa ritenersi un uso appropriato di risorse pubbliche».

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