Lettera al direttore. Corte dei Conti, Cia: “Trentino non ha solo record positivi”

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Si riceve e volentieri si pubblica la lettera aperta del Consigliere provinciale a Trento Claudio Cia in merito alla decisione della Corte dei Conti riguardo il bilancio della Giunta Rossi.

Egregio direttore,
Un giorno sì e l’altro pure, veniamo martellati di notizie del tipo: “Il Trentino ai primi posti nella qualità della vita”, “Il Trentino eccelle nella qualità dei servizi universitari”, “Gli studenti trentini sono i migliori d’Italia nelle prove Invalsi”, … (la lista continua). Da noi persiste la radicata consuetudine di autoelogiarsi in proclami di supremazia sul resto del mondo; siamo i più giusti, i più bravi, i più belli. Peccato però che vi siano anche “record negativi”, assai dannosi per la credibilità del nostro territorio, primati che ci posizionano sullo stesso gradino delle altre regioni e dei quali occorrerebbe discutere, mettendo al corrente il cittadino.
La scorsa settimana è stata resa pubblica la deliberazione finale della Corte dei Conti sul bilancio provinciale per l’anno 2015: 66 pagine assai chiare e allo stesso tempo difficili da riassumere in poche righe. Molteplici sono le anomalie messe nero su bianco: la mancanza di un Collegio di revisori dei Conti, influenze politiche sui revisori contabili, scarsa trasparenza sull’indebitamento provinciale, finanziamenti a privati a fondo perduto, trasferimenti a pioggia alle società partecipate, uso di derivati. La deliberazione della Corte è un bollettino preoccupante.
In conclusione, le irregolarità evidenziate mi allarmano e non mi consentono di tacere. In qualità di Consigliere provinciale, non posso che constatare la deleteria amministrazione della cosa pubblica, il vergognoso scandalo di operazioni finanziarie rischiose e poco cristalline, la presenza di un sistema “ai limiti della legalità”. Ciò che consegue è un duro colpo alla nostra autonomia, vieppiù in una fase storica in cui il Governo centrale attua l’indirizzo di pesanti tagli alle risorse delle Regioni a Statuto speciale. Parafrasando le parole di Degasperi (oltraggiato dalle attuali prassi), l’autonomia può essere giustificata solo se dimostriamo di riuscire a garantire qualità ed onestà, anche con minori risorse rispetto al passato.
Da un lato l’acume e la preparazione della Corte presieduta da Diodoro Valente, dall’altra la Provincia di Ugo Rossi e la sua propaganda infantile sbandierata ai quattro venti: ai trentini il compito di scegliere chi seguire.

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