A CLES (TN) I BAMBINI DEVONO ODIARE MATTEO SALVINI

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Ieri la Lega Nord Trentino ha tenuto una conferenza stampa nel piazzale antistante il liceo B.Russell di Cles per denunciare un grave fatto segnalatoci da una famiglia della Val di Non. Infatti un professore avrebbe chiesto ad una ragazza di 14 anni se preferirebbe aiutare uno straniero o un italiano; risposta innocente e naturale (la ragazzina non sa nulla di politica) “un italiano”.

Giulia Zanotelli e Maurizio Fugatti hanno posto all’attenzione il fatto che “il professore di inglese l’avrebbe insultata, dicendole che in classe non vuole piccoli Salvini e che se ne torni da dove è venuta.”

La dirigente del liceo si è avvicinata ai presenti durante la conferenza stampa e con tono maleducato e arrogante li ha accusati di strumentalizzare la scuola e di essere su territorio scolastico di proprietà provinciale, invitandoli ad andarsene. Restando per un attimo basati, si è fatto presente che forse dovrebbe occuparsi dei suoi studenti e di quello che verrebbe insegnato in classe da alcuni professori piuttosto che preoccuparsi della loro presenza. Ma la cosa più sconvolgente è stata la chiamata alle forze dell’ordine; si perché la dirigente ha contattato poi i carabinieri dicendo loro che la Lega non poteva essere li su quel piazzale. I carabinieri, riconoscendo Fugatti e Zanotelli, si sono fermati spiegando la situazione e chiedendo loro i documenti.

Zanotelli e Fugatti a riguardo affermano: “Sottolineando che i carabinieri hanno fatto il loro lavoro e che probabilmente sarebbe il caso di lasciarli a compiti più importanti che alla loro identificazione (furti, scippi e delinquenza che ormai sono all’ordine del giorno anche da noi), riteniamo sconcertante quanto accaduto. E se la dirigente si è rivolta così ai rappresentanti della Lega, figurarsi quanto si potrebbero sentire terrorizzati gli studenti ad avere un colloquio con la stessa e a raccontare simili episodi.”
Zanotelli in merito alla vicenda così replica: “Tenuto conto di tutto riteniamo vergognoso, se fosse veritiero, che all’interno delle scuole alcuni professori si dilettino (così pare) nell’indottrinamento politico di una certa natura piuttosto che svolgere il loro compito dato che comunque vengono pagati con soldi pubblici e quindi anche dei genitori. Se il professore vuole fare politica, lasci la scuola, si iscriva a qualche partito e faccia politica.”
“Il sistema trilingue del Presidente Rossi ha proprio un futuro roseo! Peccato che al posto delle lingue straniere pare che qualcuno insegni politica (poi non lamentiamoci se rispetto agli altri siamo meno preparati).” Questo quanto invece affermato da Maurizio Fugatti.

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