ALMIRANTE. URZI’ DEFINISCE LA DECISIONE DI ROSSI “UNA VERGOGNA SENZA FINE”

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“Trento si è dichiarata ostaggio, grazie ad un classe politica imbelle, figlia del disonore, dei provocatori, di chi usa la minaccia e la violenza come arma di confronto politico.” Con queste parole che inizia la dura accusa di Alessandro Urzì nei confronti di una provincia che ha scoperto nella giornata di oggi la “violenza rossa”.
“Il ritiro delle ben due autorizzazioni – continua il Consigliere Provinciale di Alto Adige nel Cuore – concesse dalla Regione e dal Consiglio regionale allo svolgimento rispettivamente nella sala Rosa e nella sala di rappresentanza del ricordo, nel centenario della nascita di quell’illustre personaggio di nome Giorgio Almirante verso il quale solo nel luglio scorso era andato il riconoscimento di lealtà verso le Istituzioni e la Costituzione da parte del Presidente della Repubblica italiana Giorgio Napolitano, costituisce un atto di violenza democratica inaudito, il cedimento verso il sopruso e l’arroganza.”
 Urzì non usa mezzi termini, accusa Avanzo e Rossi di essere “incapaci di fare una scelta di campo a favore della legalità, contro chi attenta alle istituzioni ed al loro buon nome, contro chi minaccia muscolarmente l’aggressione politica e fisica usando argomenti volgari come quello che associa vicende drammatiche della storia italiana alla scelta casuale della data della celebrazione trentina.”
L’accusa del resto è pesante visto che “Per la prima volta nella storia della Regione viene vietato da un presidente della Regione e da una disorientata presidente del Consiglio regionale che nella sede naturale dell’autonomia si possa discutere democraticamente del processo politico ed istituzionale che ha condotto all’autonomia. Vietato dissentire: Rossi e Avanzo hanno indossato i panni degli occupanti dei centri sociali per uccidere la democrazia e la libera espressione.
Una vergogna senza fine, che rappresenta il degrado del senso civico delle istituzioni, quello che invece il Presidente Napolitano aveva lodato nella figura di Almirante. In Trentino oggi scopriamo che chi organizza manifestazioni con tutte le regolarità ed i permessi non può esprimere le proprie idee, chi senza darne comunicazione alle forze dell’ordine, chi mostrando i muscoli e vomitando volgarità occupa la piazza e minaccia con i pugni e la parola i giusti lo può fare indisturbato. Questa è la Trento che ci consegna questa classe politica incapace e patetica.”

“E dove sono i democratici quando si mortifica la democrazia?” Si domanda sulla conclusione dell’intervento il Consigliere Provinciale di Alto Adige nel Cuore.
“Per onore – ricorda Urzì – della verità bisogna ribadire che dalla Questura era arrivata la chiara informazione sul massimo livello di sicurezza della manifestazione che avrebbe potuto svolgersi con ancora maggiore tranquillità nella sala rosa. Pretestuose e indecorose le offensive dichiarazioni contro le autorità di pubblica sicurezza da parte di Rossi ed Avanzo, con una che scarica le responsabilità sull’altro. La scelta di vietare la manifestazione è stata solo politica e in omaggio ai centri sociali ed agli estremisti.
Nessun problema: la ristampa del pensiero di Giorgio Almirante sui padri di questa modesta classe politica attuale, consegnata agli archivi della Camera dei Deputati, sarà presentata egualmente, in altre forme e modi come lo è giò stato con grande successo a Bolzano.”
Alessandro Urzì conclude ricordando che è il primo Consigliere regionale a cui è stato negato per la prima volta nella storia della Regione dai presidenti di Regione e Consiglio regionale di entrare in Regione a parlare del II Statuto di Autonomia fuori dalla lezione unica del potere

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