Ambiente, urbanistica e sicurezza: intervista a Paolo Negroni (M5S)

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Paolo Negroni, semplice dipendente di una tipografia, nasce a Milano nel 1972 e nel 2002 si trasferisce stabilmente in Trentino. Nel 2011 si avvicina alla politica del MoVimento 5 Stelle Trentino, e il 14 febbraio 2015 viene eletto dagli iscritti pentastellati loro candidato Sindaco di Trento in vista delle elezioni amministrative del prossimo 10 maggio.

Da buon pentastellato presenta un programma per la città impostato sui temi cardine del MoVimento, quali la democrazia diretta, l’ambiente e la trasparenza.

Ringraziandolo per il tempo concessoci, di seguito l’intervista di Secolo Trentino in cui il signor Negroni enuncia i temi fondamentali che caratterizzano il suo progetto politico per l’amministrazione della città.

In vista delle prossime elezioni amministrative a Trento, nel caso Lei effettivamente dovesse vincere, quale sarebbe la Sua priorità assoluta, la battaglia a cui dedicherebbe maggiore attenzione?

Allora, nel nostro programma un punto fondamentale a cui personalmente io tengo molto è la democrazia partecipata, il coinvolgimento proprio dei cittadini. Infatti il nostro programma è strutturato in modo tale da dare grande spazio alle proposte dei cittadini. Poi ovviamente ci sono molti temi da affrontare, e subito: a parte quello della sicurezza, c’è anche il tema ambientale – come i siti inquinati dell’ ex-Sloi – e quello dell’urbanistica – che è un tema centrale della mia istituzione comunale. Chiaramente la nostra sarà un’azione condivisa con la base, con gli elettori. Quindi è questo adesso un nostro punto chiaro.

Parlando di ex-Sloi, visto che l’ha citato, qual è la Sua posizione in merito alla sua bonifica? Come si muoverebbe?

Il problema dell’ex-Sloi è che il terreno è in mano a proprietari privati. La sensazione mia, visto che è da più di una trentina d’anni in questo stato, è che il Comune e la sua Amministrazione non abbiano mai fatto il tutto e per tutto per cercare di risolvere questa situazione, ma l’han sempre protratta scaricando il problema poi sulle Amministrazioni successive. L’obiettivo mio, in collaborazione col nostro Consigliere provinciale e anche col nostro Deputato a Roma (Filippo Degasperi e Riccardo Fraccaro, ndr), è di fare un’unica forza coi vari livelli d’amministrazione locali per spingere questi proprietari privati a risolvere questa situazione. Quindi una bonifica va fatta, in quanto io non so come solo si possa pensare di vivere, e anche di costruire il Magnete – il progetto del nuovo quartiere in quella zona – con quello che c’è sotto l’asfalto, proprio sotto il cemento su cui tutti camminiamo. E’ un tema che va affrontato, e in maniera netta e definitiva.

Invece, per quanto riguarda la struttura delle Albere, pensa che sia stata un successo o un fallimento dell’attuale Amministrazione?

Chiaramente il progetto delle Albere è stato avviato solo per finanziare la costruzione di case costosissime, ed essendo inoltre un progetto del celebre architetto Renzo Piano la gente non ha i soldi per comprarsele, detto in parole povere. E’ sotto gli occhi di tutti. E quindi il quartiere è quasi sempre deserto, e hanno messo il Muse per cercare di attirare la gente: però la gente va al museo e basta, perciò il quartiere resta sostanzialmente morto. Potrebbe essere un’idea quella di organizzare degli eventi in zona, magari più per i giovani, e degli incontri per riattivare e far partire il quartiere. Il problema delle case invece lo vedo un po’ più complesso, perché i costi sono veramente alti, e quindi a meno che non si finanzi con contributi provinciali – per mettere uffici di assicurazioni o di banche o altro ancora – la vedo dura portare inquilini nelle Albere.

Un’ultima domanda, sig. Negroni. Prima Lei ha citato anche il tema della sicurezza a Trento, sottolineando che è effettivamente un problema da risolvere della nostra città. Quali sono quindi le Sue proposte in merito?

Guardi, io vivo a Trento da 13 anni, e in questi anni mi sono accorto che la sensazione di sicurezza che si aveva una volta girando per le strade – soprattutto la sera – oggi non c’è più. Lo vediamo tutti i giorni: non solo in merito ai furti negli appartamenti, ma anche per quanto riguarda gli episodi di scippi e lo spaccio di droga. Insomma, è chiaro il degrado che ha colpito alcune zone. E quindi servirebbe un maggiore controllo, con un potenziamento delle Forze dell’Ordine locali – che invece nel 2013 si sono viste tagliare fortemente i fondi – e magari installando delle telecamere fisse in punti strategici della città: in questo modo si garantirebbe una maggiore sicurezza ai trentini, soprattutto la sera e la notte, che adesso ormai non c’è più. Quindi questo è un nostro punto fondamentale, che poi ovviamente noi presenteremo ai cittadini.

di Giuseppe Comper

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