UN ANNO DI 5 STELLE IN TRENTINO: INTERVISTA A FILIPPO DEGASPERI

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In seguito alle elezioni provinciali del 27 ottobre 2013, il M5S Trentino è entrato a far parte del Consiglio Provinciale di Trento. Da allora il MoVimento ha portato avanti il proprio programma contro i privilegi della classe politica trentina, prima fra tutte l’abolizione dei vitalizi destinati agli ex-Consiglieri provinciali.

Oggi riportiamo l’intervista di Secolo Trentino al Consigliere provinciale 5Stelle di Trento, Filippo Degasperi, che gentilmente ci ha concesso il suo tempo.

Consigliere Filippo Degasperi, in seguito alle elezioni provinciali di Trento del 27 ottobre 2013 siete potuti entrare nei Palazzi del Potere locali trentini. Quando i vostri colleghi avevano vinto le elezioni nazionali del 24-25 febbraio 2013, dichiararono che la situazione all’interno di Monte Citorio e Palazzo Madama era addirittura di gran lunga peggiore di quanto si potessero aspettare. Voi del M5S Trentino avete avuto la stessa sensazione a livello locale?

E’ innegabile la forza che lo schieramento PD-PATT-UPT esercita sulla Provincia, sulle molte ramificazioni (aziende partecipate, università, scuola, formazione, ricerca,…) e quindi sulla nostra società. Questo potere trova la sua più evidente manifestazione nel marmoreo conservatorismo in senso lato…dai privilegi fino alla distribuzione delle cariche pubbliche all’interno della stessa cerchia. A livello locale l’entrata nei palazzi ha confermato che equità, trasparenza, meritocrazia e partecipazione democratica (vera, non di facciata) sono temi lontanissimi dall’agire di questa maggioranza.

 

Il Movimento 5 Stelle, sia a livello nazionale sia a livello locale, s’è sempre dimostrato un gruppo compatto guidato in primis dagli ideali di democrazia diretta dal basso e dal principio dell’uno vale uno. Non tutti lungo il percorso si sono dimostrati coerenti a questa linea politica interna, come nel caso di Emanuela Bottamedi che, dopo le elezioni europee del 25 maggio 2014, ha cominciato sempre più ad allontanarsi dai principi cardine del M5S, fino a che non decise definitivamente, in seguito a numerose lotte coi propri colleghi e con molti attivisti 5Stelle, di abbandonare il MoVimento ed entrare nel gruppo misto. Emanuela Bottamedi poi non è certo stata l’unica, il M5S ha spesso avuto a che fare con dissidenti. Lei cosa ne pensa del fenomeno dissidenti, e in particolare del Caso Bottamedi? Inoltre, quale impatto crede possa aver avuto sui vostri elettori questo specifico episodio?

I fatti sono eloquenti: la facilità con cui il Consigliere da lei citato ha scordato gli impegni, la leggerezza con cui ha contraddetto il programma che si era vincolata a sostenere, gli insulti lanciati a mezzo stampa a chi l’aveva aiutata ad arrivare in Piazza Dante, hanno reso palese la presa in giro subita dagli elettori del M5S. Non si è trattato di dissidenza o di diversità di opinioni. Si è trattato solo di un doppiogioco in cui purtroppo molti (compreso il sottoscritto) sono caduti. Devo peraltro smentire che “non è certo stata l’unica”. Almeno a livello provinciale, nessuno degli attivisti ha lasciato il M5S, oltre a lei. E da questo deduco che l’impatto sugli elettori è stato piuttosto modesto.

Riguardo il tema più generale, nel M5S la discussione e il confronto sono continui, e chi partecipa ai nostri incontri (più di 300 dal maggio 2012, sempre pubblici) se ne può facilmente rendere conto. Individuare chi scrive in malafede e solo per sentito dire è semplicissimo.

 

Il M5S Trentino ha sin da subito portato avanti lotte contro i privilegi della classe dirigente locale, dalla battaglia contro i parcheggi gratuiti agli ex-Consiglieri provinciali trentini al blocco degli stipendi ai dipendenti pubblici locali annunciato dal Ministro della Pubblica Amministrazione e Semplificazione, Marianna Madia. Sicuramente però la vostra lotta più importante e dura è quella che riguarda l’abolizione dei vitalizi destinati agli ex-Consiglieri provinciali. Il M5S Lombardia il mese scorso è riuscito a raggiungere la sua prima vittoria nel cammino verso la lotta contro i vitalizi, ritardandoli di sei anni (da 60 a 66 anni) e riducendoli del 10%. Lei ha qualche previsione riguardo questo vostro cavallo di battaglia contro i vitalizi in territorio trentino? Crede che riuscirete a raggiungere, o superare, presto il risultato ottenuto dai vostri colleghi lombardi?

Sul tema dei vitalizi il M5S regionale ha fatto tutto il possibile: ha scoperchiato il pentolone con l’interrogazione del 21 febbraio 2014 dopo che per un anno i 90 milioni regalati erano rimasti top secret, ha presentato un DDL di riforma (bocciato dall’aula) che prevedeva il ricalcolo su base contributiva, ha proposto molti emendamenti al DDL dell’Ufficio di Presidenza (per esempio l’eliminazione del vitalizio per i condannati per reati contro la Pubblica Amministrazione e i 66 anni come età minima per beneficiare del trattamento), tutti respinti.

La riforma approvata in Consiglio Regionale è l’evidente prova della mancanza di volontà da parte della classe politica di rinunciare ai privilegi e, al contrario, è conferma degli abusi della casta. Scandalosamente dimostra anche totale assenza di rispetto nei confronti dei cittadini.

Per questo il M5S ha proposto ricorso al TAR (respinto) e da ultimo ha sostenuto il Comitato cittadino Antivitalizi, che ha depositato il ricorso straordinario al Capo dello Stato al fine di dimostrare l’incostituzionalità della Legge 6 e della riforma. Il risultato che ci aspettiamo va bene oltre il ridimensionamento del 10 % dei vitalizi.

Rimane ferma volontà del M5S combattere per ristabilire il principio di equità e così restituire dignità alla classe politica.

 

Il Caso Orsa Daniza ha portato grande scalpore a livello locale e nazionale, e non sono mancate grosse critiche e polemiche: su come è stato trattato il problema, sui mezzi, sulle decisioni, ecc. Sicuramente poteva concludersi in maniera differente. Lei come pensa si sarebbe potuta risolvere al meglio questa spinosa questione, che in breve tempo ha raggiunto un’enorme visibilità in tutto il Paese?

Certamente sono mancate trasparenza e professionalità nella gestione del caso. Superficialità, leggerezza e autoreferenzialità hanno portato ad un esito disastroso. Come sempre nessuno si è assunto la responsabilità di quanto successo e proprio all’individuazione dei responsabili punta l’azione del M5S attraverso interrogazioni, istanze di accesso agli atti e confronto con esperti che si sono resi disponibili per approfondire i documenti.

La soluzione alternativa l’aveva proposta il Comandante della Forestale del Veneto: attendere il letargo (un mese e mezzo) e ragionare meglio sulle strade da battere a partire dalla primavera anche in funzione di tutela dei cuccioli.

 

Il M5S, si sa, corre da solo: è storico il fatto che il MoVimento non stringa alleanze con nessuno. Non sono mancati tuttavia episodi in cui l’opposizione si è riunita, comprendendo non solo voi, ma anche altri partiti, riguardo alcune proposte. In sintesi, chi è il vero grande avversario del M5S Trentino?

Il potere precostituito e il dispotismo della maggioranza. 😉

 

Un’ultima domanda prima di concludere, Cons. Degasperi. S’è appena concluso Italia5Stelle, forse l’evento più grande mai organizzato dal Movimento 5 Stelle, al Circo Massimo a Roma dal 10 al 12 ottobre 2014: in tale sede Beppe Grillo ha annunciato che dopo #talia5Stelle tutto sarebbe cambiato, che il governo sarebbe presto toccato a voi pentastellati, e che Matteo Renzi avrebbe avuto (per così dire) le ore contate. Lei è d’accordo con Beppe Grillo? Crede che Italia5Stelle porterà veramente a un cambiamento?

Italia5stelle è servito a costruire relazioni, conoscere iniziative e rafforzare l’azione del M5S sul territorio. Non sono così convinto che Renzi abbia le ore contate: il blocco di potere reazionario che lo sostiene correrebbe troppi rischi nel caso dell’ennesima uscita di scena (dopo Monti e Letta) del suo portavoce. Di certo ogni iniziativa di Renzi (dall’abolizione dell’articolo 18 alla compressione del diritto di sciopero fino alla cancellazione delle autonomie speciali) aiuta a rafforzare il M5S.

 

 

 

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