BORGA: “Area ex Italcementi: avanti tutta con gli sprechi!”

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Riceviamo e volentieri pubblichiamo il comunicato stampa del Consigliere Provinciale Rodolfo Borga.

Oggi la maggioranza di centrosinistra ha bocciato la proposta di mozione con cui Civica Trentina proponeva di non trasferire all’ex Italcementi alcuna delle scuole superiori attualmente aventi sede nel quadrilatero di via Barbacovi e via Brigata Acqui. E questo perché il Consiglio provinciale non potrebbe deliberare su una questione che deve essere invece oggetto di discussione tra Giunta provinciale e Comune di Trento. Quello stesso Comune di Trento, rileviamo, che, unitamente alle Circoscrizioni, è stato fino ad ora messo di fronte al fatto compiuto (da ultimo sulla questione biblioteca universitaria), dovendo apprendere dalla stampa decisioni di notevole rilevanza urbanistica, calate dall’alto e decise nelle segrete stanze cui i comuni mortali, quand’anche siano i rappresenti del popolo che qualcuno si ostina a definire sovrano, non hanno accesso. A parte ciò – e prescindendo in questa sede dal merito di una vicenda (quella dell’acquisto dell’area da parte della Provincia) che a più riprese abbiamo già duramente denunciato –  ciò che ci preme evidenziare, per restare in tema di edilizia scolastica, è la situazione in cui la decisione di bocciare la nostra proposta è stata assunta. Proprio oggi la Giunta ha completato la risposta alle interrogazioni del consigliere Borga sulla situazione degli edifici scolastici trentini in tema di sicurezza. Orbene, i dati sono sconfortanti.

Quanto agli istituti superiori, 16 sono gli edifici (e tra questi non ci sono né il Pozzo, né il Buonarroti!) che necessitano di messa a norma (anche sotto il profilo della normativa antisismica), per un costo complessivo di 276 milioni di euro, a fronte dei quali sono stanziate risorse per 56 milioni, sufficienti a coprire 3 interventi. Per gli edifici scolastici di competenza comunale (asili, elementari e medie) i progetti di cui si è chiesto il finanziamento sono 99 per complessivi 299 milioni di euro, a fonte dei quali sono stanziate risorse per complessivi 119 milioni, sufficienti a coprire 51 interventi. In definitiva a fronte di un fabbisogno dichiarato di 575 milioni, sono stanziati 175 milioni, cosicché mancano all’appello 400 milioni di euro (e 61 scuole). Ma attenzione, perché la Giunta avverte che tutte le opere pubbliche, comprese quelle dell’edilizia scolastica, saranno oggetto di riprogrammazione (ovviamente al ribasso) alla luce delle risorse disponibili. Non solo, in realtà le risorse concretamente utilizzabili sono inferiori a quelle dichiarate, dovendo la PAT fare i conti con i limiti alla spesa derivanti dal patto di stabilità, che rendono di fatto non impiegabili risorse che pure sono iscritte a bilancio. Ed il tale contesto la Giunta provinciale e la sua maggioranza, insistono nell’investire risorse pari a 45 milioni di euro per trasferire all’Italcementi il Pozzo ed il Buonarroti.

E, sembra incredibile, non è ancora finita, perché la nostra proposta prevedeva in alternativa il trasferimento all’Italcementi del liceo artistico, attualmente situato in un immobile di proprietà privata, per il quale la Provincia paga ovviamente un affitto (immaginiamo costoso). E guarda caso è proprio questa la richiesta della Circoscrizione Centro Storico, che la Giunta provinciale continua ad ignorare. Dunque, ricapitolando: le risorse per mettere a norma le nostra scuole sono di gran lunga inferiori a quanto sarebbe necessario, si trovano però le risorse per spostare Pozzo e Buonarroti all’Italcementi, si lascia, infine, il liceo artistico in immobile ove la PAT paga l’affitto. Misteri del buongoverno e dell’autonomia trentina in salsa centrosinistra, che neppure di fronte alle crisi ed al drastico calo delle risorse sembra voler mettere giudizio.

Rodolfo Borga

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