BORGA INTERROGA IN MERITO ALLA SOLIDARIETA’ INTERNAZIONALE

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Il consigliere provinciale Rodolfo Borga ha chiesto informazioni, dopo quanto affermato dalla stampa locale, riguardo ad alcuni contributi concessi negli scorsi anni a quattro associazioni operanti nel campo della solidarietà internazionale. Questi ricorda che “I contributi revocati, che ineriscono a progetti risalenti nel tempo sino all’anno 2005, ammontano a complessivi 634.000 euro circa, cui si aggiungono 61.000 euro circa a titolo d’interessi per un totale di quasi 700.000 euro.”

L’argomento del resto ha interessato il consigliere in più riprese, con mozioni, interrogazioni ed ordini del giorno. Il tutto volto a introdurre criteri di sobrietà e responsabilità in una materia che “ha costituito per anni ed anni terreno fertile per clientele, sprechi e gestioni personalistiche delle risorse pubbliche, che nulla hanno a che vedere con la reale solidarietà propria della nostra terra.”

Borga denuncia anche che è “opportuno ribadire che degli oltre 11 milioni di euro che la Giunta provinciale spende ogni anno in solidarietà internazionale, soltanto poco più della metà sono destinati ai progetti proposti da associazioni trentine.” Ricorda quindi:

Il residuo, detratto un 5% circa stanziato per le emergenze, è destinato “alle iniziative dirette (e discrezionali) della Provincia, programmate dalla Giunta provinciale e Centro di formazione alla solidarietà internazionale” (per una somma di circa 5 milioni di euro all’anno).

E proprio queste risorse, gestite discrezionalmente dalla Giunta provinciale, erano oggetto del disegno di legge che il sottoscritto, dopo la bocciatura della scorsa legislatura, ha ripresentato e che prossimamente andrà in aula, dove forse avrà miglior sorte.

Ciò premesso, riportiamo i dati che siamo riusciti a reperire relativamente ai casi in questione.

1) La prima associazione interessata è l’Associazione Italiana per l’Aiuto allo Sviluppo a favore dei Bisogni Internazionali IABI, che ha ottenuto contributi per quattro progetti, il primo dei quali risale all’anno 2005.

L’ammontare complessivo dei contributi revocati è pari a 395.000 euro circa, cui si aggiungono 41.000 euro circa per interessi.

Relativamente ai primi tre progetti la Provincia ha già saldato i contributi; per il quarto, dopo tre anticipi, il saldo è stato bloccato.

 I contributi sono stati saldati negli anni 2006, 2007, 2010 e 2011, mentre le verifiche circa il corretto utilizzo dei contributi erogati sono state effettuate dal 9 al 21 dello scorso mese di agosto.

Il 3 gennaio scorso, infine, la Provincia ha contestato per iscritto le gravi irregolarità riscontrate all’associazione, che ha risposto con controdeduzioni che non sono state ritenute convincenti; da qui la revoca dei contributi e la richiesta di restituzione.

L’associazione IABI ha sede in Trento e, come per le altre, il presidente è uno straniero e precisamente un Africano.

2) La seconda associazione interessata è l’Associazione per l’Unione alla solidarietà internazionale ed agli aiuti umanitari USIA, che nel febbraio 2012 ha ottenuto un contributo di 17.500 euro.

Effettuate le verifiche circa il corretto impiego dei contributi erogati nel periodo 9/21 agosto 2013, il 3 gennaio scorso la Provincia ha contestato le irregolarità riscontrate all’associazione, che ha risposto con controdeduzioni che non sono state accolte, da qui la revoca del contributo.

L’associazione USIA ha sede in Trento ed anch’essa è presieduta da uno straniero.

3) La terza associazione interessata è l’Associazione per Istruzione di Base E.B.E., cui la Giunta provinciale ha erogato tra il 2008 e il 2011 contributi per circa complessivi 155.000 euro relativamente a quattro progetti, tutti già saldati.

Effettuate nell’ottobre 2013 le verifiche circa il corretto utilizzo dei contributi erogati, nel gennaio 2014 i contributi sono stati revocati, senza che l’associazione neppure presentasse controdeduzioni.

L’associazione EBE ha sede in Trento; anch’essa è presieduta da una straniero.

4) La quarta associazione interessata è l’Associazione per la cooperazione e l’aiuto allo sviluppo, alla valorizzazione ed integrazione degli immigrati CASVI, cui la Provincia ha erogato contributi per circa complessivi 66.000 euro, relativamente a due progetti del 2003 e del 2009, già interamente saldati negli anni 2004 e 2010

Effettuate nell’agosto 2013 le verifiche circa il corretto impiego dei contributi erogati, nel gennaio scorso i contributi sono stati revocati, non avendo la Provincia ritenute fondate le controdeduzioni presentate dall’associazione.

 L’associazione CASVI ha sede in Trento ed è presieduta da uno straniero di origini africane.

Da quanto sopra esposto si ricava quanto segue:

a) tutte e quattro le associazioni sono presiedute da un responsabile africano;

b) in tre casi le verifiche in loco sono state svolte nell’agosto 2013 (CASVI, USIA e IABI);

c) soltanto nel gennaio 2014 la Provincia ha formalizzato per iscritto alle associazioni le contestazioni, anche se in almeno tre casi non c’era alcuna istruttoria da svolgere, atteso che le opere finanziate molto semplicemente non esistevano;

d) dei complessivi 11 progetti finanziati 9 sono stati già saldati e l’ultimo dei saldi ha avuto luogo nel 2011 (ci sono saldi che risalgono al 2006).

Francamente singolare la situazione che emerge dai dati sopra riportati.

In primo luogo non può non rilevarsi come le verifiche siano state effettuate soltanto nell’anno 2013 e quindi, a distanza di anni dal saldo dei contributi concessi, saldo che pure dovrebbe presupporre una previa verifica circa l’impiego dei contributi (alcuni dei saldi risalgono addirittura ad anni prima dell’effettuazione delle verifiche).

Ci si chiede, pertanto, quale fossero le modalità previste dalla Provincia per verificare il corretto impiego dei contributi erogati, se soltanto a distanza di anni dal saldo del contributo si sono accertate non già semplici irregolarità, ma addirittura la mancata costruzione di immobili.

In secondo luogo è singolare che le associazioni in questione siano tutte presiedute da stranieri provenienti dalle zone ove avrebbero dovuto essere realizzati i progetti finanziati, quasi che le associazioni medesima siano state costituite ad hoc.

In ogni caso è evidente che non si tratta di associazioni trentine operanti nel settore della solidarietà internazionale. Inoltre, balza agli occhi il lasso temporale trascorso in tre dei quattro casi tra le verifiche (agosto) e la formalizzazione delle contestazioni per iscritto (gennaio). E ciò, come sopra rilevato, anche se di fatto non c’era la necessità di svolgere alcuna attività istruttoria.

Considerata la particolarità del momento (in ottobre si sarebbe votato) e lo stretto rapporto politico intercorrente tra l’assessore competente ed il candidato Presidente, la circostanza appare veramente singolare.

Ed a tal riguardo risultano essere francamente indecorose le manifestazioni d’indignazione di qualche esponente del PATT, che non più tardi dello scorso ottobre hanno candidato nella stessa lista in cui è stato riservato un posto per l’assessore Lia Beltrami.”

Quanto qui sopra ribadito da Rodolfo Borga, lo ha portato  a chiedere interrogazione con risposta scritta in merito alle seguenti domande:

a) per quali ragioni soltanto nell’anno 2013 si è provveduto a verificare la correttezza dell’utilizzo dei contributi relativi a progetti assai risalenti nel tempo e già saldati da anni;

b) per quali ragioni, accertate nell’agosto 2013 le gravi irregolarità (addirittura la mancata realizzazione dell’opera finanziata) che poi hanno determinato la revoca dei contributi, soltanto nel gennaio 2014 la Provincia ha contestato per iscritto le irregolarità riscontrate;

c) quali sono le modalità previste per le verifiche finalizzate ad accertare il corretto utilizzo dei contributi per gli interventi di solidarietà internazionale;

d) quante sono ad oggi le associazioni presiedute da stranieri cui la Provincia ha concesso contributi nel settore della solidarietà internazionale;

e) quanti sono i progetti finanziati nel campo della solidarietà internazionale negli anni 2008/2012 dalla Provincia e per quanti di essi è stata verificato il corretto impiego dei contributi erogati;

f) quando sono state costituite le associazioni di cui in premessa.

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