“Caso stampini”, Civettini (CT): “Accesso agli atti e massima trasparenza”

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“Si prende atto di come in un contesto dove la trasparenza dovrebbe essere non già una possibilità bensì un dogma inconfondibile – quello dell’Ente pubblico, soprattutto in campo sanitario – si sta contrapponendo appunto alla trasparenza una presunta riservatezza su un tema che ha visto come protagonista dottor (o signor) Stampini circa un regolare diploma di laurea del quale, allo stato dei fatti, non v’è certezza.
Poiché per comprendere meglio i contorni di questa vicenda già settimane addietro ho presentato una apposita interrogazione – la n. 2242/XV a risposta scritta – e dal momento che non solo questa non ha ancora ottenuto risposta, ma alla richiesta di accesso agli atti presentata dall’Unione Nazionale Consumatori, datata 26 ottobre scorso, l’Azienda sanitaria ha risposto con una nota ufficiale firmata dal dirigente dell’area sviluppo organizzativo Paolo Federici spiegando come questa, incredibilmente, possa «non trovare accoglimento».
Nel nome e per conto della tutela dell’alta professionalità dei primari, medici e personale medico presenti in provincia di Trento, dove prestano il loro servizio con tanta serietà, annuncio pertanto che a mia volta, ho appena avanzato – ai sensi dell’articolo 147 del Regolamento interno del Consiglio provinciale in materia di accesso agli atti – una richiesta in tal senso relativa al percorso di assunzione e verifica dei dovuti atti attestanti percorso di studi e formativi, non già per esprimere giudizi prematuri, ma perché sia possibile verificare pienamente, e in ogni sede, dai soggetti interessati come stiano davvero le cose in questa controversa vicenda .
Una scelta, in definitiva, per favorire l’accertamento della verità dal momento che, fino a prova contraria, pare che il percorso delle indagini, confermando quanto l’Università di Bologna e l’Ordine dei medici di Ferrara hanno dichiarato, indichi che una persona avrebbe esercitato, per di più a lungo, la professione medica abusivamente, senza cioè averne il titolo.
Uno scenario della massima gravità che, dunque, occorre chiarire del tutto anche a tutela a tutti coloro che hanno conseguito realmente il diploma di laurea affrontando e superando, per esercitare la professione medica, anche le successive e spesso dure fasi di tirocinio e concorsuali”.

E’ quanto dichiara in una nota il Consigliere provinciale a Trento di Civica Trentina Claudio Civettini.

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