CIA RITORNA A PARLARE DELLA DIFFERENZIATA DI TRENTO

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Problemi per l’applicazione del sistema di raccolta differenziata. È questo quanto denunciato da Claudio Cia che afferma la contraddittorietà tra quanto fatto a Trento e la  direttiva 91/156/CEE art.15 che afferma il principio che “chi inquina paga”.

La sua affermazione risiede nella considerazione che “L’attuale sistema di raccolta del rifiuto residuo prevede che, a seconda dei componenti il nucleo familiare, sia addebitata ogni anno, nella fattura emessa da Dolomiti Energia, un certo numero di sacchetti (da 30 litri) o svuotamenti di bidone (da 120 litri) o mastello (da 40 litri) come quota minima obbligatoria.

Avviene che, quanti ad esempio usano i sacchetti, in caso di avanzo li possano usufruire l’anno successivo in aggiunta alla dotazione annua senza doverne acquistare di extra qualora ne occorressero di più.

Questo però non succede per chi lo smaltimento lo fa attraverso il bidone o mastello: se ad esempio ad una famiglia sono necessari meno svuotamenti di quelli contabilizzati nell’anno in corso, quelli mancanti non gli verrebbero riconosciuti come credito per l’anno successivo.”

La soluzione per il consigliere comunale di Trento è solamente una, ovvero “riconoscere come credito i mancati svuotamenti di bidone o mastello dell’anno in corso che vadano a sommarsi a quelli che verranno addebitati nella fattura dell’anno successivo in aggiunta alla quota minima obbligatoria.”

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