Civettini (CT): “La Valle del Tesino abbandonata, a quando il rilancio turistico?”

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Dopo la nota questione della chiusura del Centro Diurno di Cinte e della variante di Strigno, progetto attesissimo ma rinviato oltre il 2017, fra gli abitanti dell’altopiano del Tesino serpeggia un comprensibile quanto amaro senso di abbandono da parte delle Istituzioni provinciali. Del resto, se storicamente l’economia del Tesino si basa sugli investimenti privati – la Bailo in passato e oggiil Gruppo Paterno – la Provincia, se si escludono il progetto Montagna Lagorai e la partecipazione azionaria nella Tesino Group 2847 S.p.A., pur avendo la possibilità di farlo ha tardato e purtroppo tarda ad assumere un ruolo di rilancio di paesaggio non solo dalle grandi potenzialità, ma pure dal glorioso passato.

La vocazione turistica del Tesino è infatti nota sin dagli anni Sessanta ma vi sono indizi – quali per esempio la nascita dell’Hotel Tesino, detto anche l’«Hotel Grande», risalente agli ultimi anni dell’Ottocento – che attestano come questa valle, che si trova nella parte sud orientale del Trentino, a ridosso della Valsugana orientale, circondata dalla catena del Lagorai, immersa in una natura rigogliosa ed incontaminata, fosse una meta ambita anche molto tempo prima. Purtroppo, dopo un apice che è possibile individuare negli anni Ottanta del secolo scorso, la capacità attrattiva in ambito turistico di questo paesaggio dove si trovano tre Comuni – Castello Tesino, Cinte Tesino e Pieve Tesino – è progressivamente scemata.

Un fenomeno, quello della perdita della propria originale e apprezzata vocazione turistica, che il Tesino non ha pagato e non sta pagando “solamente” in termini economici ed occupazionali, ma pure demografici: stime accurate indicano infatti come, solo nel decennio compreso fra gli anni 2003 e 2013, la popolazione della valle sia scesa di circa il 9% passando da 2.609 residenti complessivi a 2.372. Una tendenza grave e che nel frattempo non sembra arrestarsi, come dimostra il fatto che oggi la comunità tesina è scesa, numericamente, a circa duemila anime confermando la necessità di un interessamento non solo opportuno ed urgente ma complessivo del quale l’Ente provinciale dovrebbe farsi in tempi stretti promotore e regista.

Ragion per cui pare dunque opportuno che la l’Amministrazione provinciale, interfacciandosi con quelle locali dei Comuni di Castello Tesino, Cinte Tesino e Pieve Tesino, si attivi nella predisposizione nel breve-medio termine di una articolata pianificazione di rilancio turistico della valle del Tesino che ne sostenga il comparto alberghiero e dei servizi attraverso una valorizzazione occupazionale ed infrastrutturale che il territorio avverte, da anni, come estremamente urgente.

L’urgenza di detta iniziativa, della quale sarà opportuno tenere informata la competente Commissione del Consiglio provinciale, si riflette in una mancanza di alternativa dal momento che, allo steso, il Tesino pare purtroppo destinato, a dispetto delle proprie potenzialità, ad un peggioramento continuo sotto tutti i punti di vista.

Una urgenza, che trova le sue ragioni anche nel fatto che il turismo, sarà la vera industria del futuro e che, mentre le formule commerciali e di marketing si possono specializzare nella sottrazione di funzioni, nessuno-nemmeno i cinesi-ci potranno rubare storia, bellezze paesaggistiche, originalità dei luoghi e ruralità, diffusa e valoriale.

Una opportunità-dunque-da cogliere perché pensiamo che-senza fare processi ad alcuno-si siano perse nel tempo tante risorse e specificità nel nome di quella industrializzazione che ora è, dal punto di vista produttivo, il vero cappio al collo dei nostri territori a vocazione turistica.” Scrive Claudio Civettini, della Lista Civica Trentina.

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