Claudio Cia contro la riduzione degli orari dei punti nascita periferici

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Oggi il consigliere provinciale e regionale Claudio Cia (Civica Trentina) era presente nel territorio per esprimere la sua contrarietà ai nuovi orari dei punti nascita degli ospedali di Arco, Tione di Trento e Cavalese predisposti dall’Azienda provinciale per i servizi sanitari: nel merito, i punti nascita di tali strutture chiuderanno dalle 18:00 alle 8:00 e durante i giorni festivi. Di conseguenza, durante questa fascia di orari non si potrà più partorire in tali strutture e le gestanti dovranno essere necessariamente trasferite a Trento, a Rovereto o a Cles.

A seguito di ciò, il cons. Cia si è presentato in prima persona agli ospedali di Arco, di Tione di Trento e di Cavalese, affiggendo una segnaletica molto esplicativa e fermandosi a parlare con le persone che si trovavano sul posto, spiegando le ragioni del suo disappunto non solo come politico ma anche come primo infermiere a ricoprire la carica di consigliere provinciale e regionale a Trento; peraltro, a Cavalese ha anche partecipato alla manifestazione di un gruppo di persone che si sono riunite fuori dall’ospedale, mentre a Tione di Trento abbiamo avuto il piacere di incontrarlo.
A essere presente anche il nostro collaboratore Sergio Binelli che in merito ha affermato: “Personalmente ho appoggiato quest’iniziativa non solo perché in mezzo a questa specie di riorganizzazione c’è anche l’ospedale di Tione di Trento, situato nella valle in cui risiedo (Valle delle Giudicarie), ma anche perché ritengo che sia giusto protestare contro delle politiche semplicemente inaccettabili e (usando le parole del cons. Cia) demenziali!
Innanzitutto, con queste direttive rigide ed inadeguate non si sono considerati i rischi per le gestanti e per i nascituri: davvero pensano che trasferire delle donne che stanno per partorire da una struttura ad un’altra sia così semplice? Senza contare il fatto che a Trento ci sono già abbastanza problemi (basta vedere la situazione del Santa Chiara per farsi un’idea).
In secondo luogo, stiamo assistendo all’ennesimo tentativo di isolare le valli e le periferie della nostra Provincia autonoma: le autorità in questione dovrebbero ricordarsi che non esistono solo i grandi centri come Trento e Rovereto, ma che anche le valli contribuiscono a mandare avanti la nostra Provincia, con i residenti che lavorano sodo e onestamente e che pagano le tasse.
Inoltre, credo che uno Stato per qualificarsi “sociale” dovrebbe investire sulla sanità, sulla scuola e sulle politiche sociali invece di continuare a fare cassa, tagliando di qua e di là e dove fa più comodo.
Tutto questo, come ha ricordato giustamente il cons. Cia, ci porterà verso lo sfascio: ovvero, verso la chiusura di queste strutture.
Forse se la carica di Assessore alla Salute l’avesse ricoperta qualcuno con un minimo di esperienza in ambito sanitario le cose sarebbero andate diversamente, ma in Italia ormai, in tutti i livelli di governo, è in vigore una moda parecchio discutibile secondo cui la materia della Salute è lasciata spesso e volentieri in mano a persone che, per quanto possano essere oneste e ingamba, non hanno maturato alcuna esperienza in ambito sanitario, sia dal punto di vista teorico che dal punto di vista pratico; e questo può rappresentare un punto debole per l’azione di governo.
Speriamo vivamente che gli amministratori locali e i dipendenti di queste strutture continuino a battagliare e concludo chiedendo all’unico consigliere provinciale eletto nella Valle delle Giudicarie, ovvero a Mario Tonina (Upt), di farsi sentire anche lui, senza avere la presunzione di insegnargli a fare il suo mestiere: capisco che si trova alle prime armi in Consiglio provinciale e che fa parte di un partito di governo, ma nel momento in cui la struttura ospedaliera di Tione di Trento viene ulteriormente massacrata dal punto di vista finanziario ed organizzativo credo che i residenti si aspettino che il “loro” consigliere batta qualche colpo in più di tanto in tanto”.

 

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