CLAUDIO CIA. A TRENTO, OMOFOBIA O ETEROFOBIA?

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Riceviamo e volentieri pubblichiamo la domanda posta da Claudio Cia al Sindaco di Trento in merito a quanto avvenuto lo scorso primo febbraio.

In data 1 febbraio a Trento si è svolta, nella centralissima piazza Cesare Battisti di Trento, una manifestazione pubblica regolarmente autorizzata dall’Autorità competente e organizzata dall’Associazione “Sentinelle in Piedi”.
“Sentinelle in Piedi” è una forma di resistenza di cittadini che vigila su quanto accade nella società e sulle azioni di chi legifera, denunciando ogni occasione in cui si cerca di distruggere l’uomo e la civiltà.
Ritti, silenti e fermi vegliamo per la libertà d’espressione e per la tutela della famiglia naturale fondata sull’unione tra uomo e donna. E’ una realtà pacifica, apartitica e aconfessionale: vegliano donne, uomini, bambini, anziani, operai, avvocati, insegnanti, impiegati, cattolici, musulmani, ortodossi, persone di qualunque orientamento sessuale, perché la libertà d’espressione non ha religione o appartenenza politica, riguarda tutti e interessa tutti.
La manifestazione appena iniziata è stata subito maldestramente e maleducatamente interrotta da un gruppo che si è identificato e dichiarato poi come attivista gay: offese, volgarità a sfondo sessuale, urli e provocazioni hanno caratterizzato il loro agire tanto da costringere genitori che accompagnavano i loro bambini a dover allontanarsi dalla piazza.
Solo l’educazione e la calma di chi subiva tali affronti gratuiti ha evitato che la cosa degenerasse.
Questo episodio testimonia che chi spesso denuncia di essere vittima di una cultura omofoba non si fa riguardo ad intraprendere azioni eterofobiche negando così la liberta di pensiero quando questo non è allineato al “pensiero” politico unico e ideologico dominante che va per la maggiore.
Alla luce dei fatti svolti, ma soprattutto in previsione di altre simili manifestazioni,che verranno svolte ancora da questa Associazione, si chiede al Sindaco;

  • se è a conoscenza dei fatti sopra esposti e se può farsi garante che a Trento in futuro sarà garantita la libertà d’espressione tanto più quando è pacifica, rispettosa e a difesa della famiglia naturale.

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