DEGASPERI (M5S): “PARI DIGNITÁ PER LA FORMAZIONE PROFESSIONALE PROVINCIALE”

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Giovedì 12 marzo il consigliere Filippo Degasperi del M5S ha depositato una mozione che impegna il Consiglio Provinciale a metter mano all’incresciosa situazione dei due istituti di formazione professionale provinciale superstiti, da tempo abbandonati a loro stessi dalla Provincia.

Come sottolinea lo stesso consigliere del M5S, la situazione è grave: “La formazione professionale è una competenza primaria della PATT, che è però stata data in appalto per circa l’80% ad enti privati, finanziati al 100% dalla Provincia stessa. Si tratta dell’opposto di quanto accade a Bolzano, ed un evidente segnale della filosofia che anima certe scelte dei decisori provinciali, per i quali foraggiare il privato degli amici a discapito del pubblico è ormai una prassi consolidata”.

Ma a costituire un problema non sono solo le scelte generali, Degasperi punta il dito anche su quanto accade in quel che resta delle scuole professionali provinciali superstiti: “Chiusi gli IPC con la scusa di voler valorizzare le professionali introducendo un 4° ed un 5° anno, in Trentino sopravvivono solo due istituti di formazione professionale provinciale: il Sandro Pertini di Trento e l’alberghiero di Rovereto e Levico. In questi istituti, come in tutto il pubblico si può accedere all’insegnamento in ruolo solo per concorso.  Solo che di queste scuole sembra si siano tutti dimenticati, a partire dal presidente Rossi, il quale parla costantemente di stabilizzazione dei precari, ripete ogni volta che può che la formazione professionale è la chiave per far ripartire il sistema trentino ma stranamente sorvola sulla situazione degli ultimi due istituti PROVINCIALI. Eppure i dati del precariato per le professionali provinciali parlano di livelli record: 45% del personale docente precario al Pertini e all’alberghiero di Rovereto, mentre all’alberghiero di Levico si arriva addirittura al 56%. Stiamo parlando di insegnanti che danno ogni giorno prova di grande professionalità, che operano in istituti che richiedono capacità ed attenzione particolari e che vedono ogni giorno negata la loro legittima aspettativa a ricevere una qualche forma di sicurezza. E la cosa insopportabile è che è stata la Provincia stessa a creare questo precariato dilagante, visto che ha scelto di non applicare la legge Salvaterra sia nel 2006 che nel 2011, col bel risultato di formare dei docenti molto preparati, che si sono dedicati alla formazione professionale per lunghi anni e che però ora rischiano di venire superati da insegnanti provenienti da contesti diversi per la mancata applicazione di una legge della stessa Provincia!”.

Degasperi conclude auspicando che la situazione possa finalmente venire sanata:”L’unica soluzione possibile è l’istituzione di un nuovo concorso che consenta a chi lavora negli istituti provinciali di arrivare al traguardo della stabilizzazione, fino ad oggi ingiustamente negato nonostante i vari proclami”.

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