FILIPPO DEGASPERI (M5S) CONTRO LO SCARDINAMENTO DEL PIANO SALVATERRA

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Il Consigliere provinciale del M5S Filippo Degasperi ha depositato oggi presso il Consiglio Provinciale una mozione con la quale si chiede alla Giunta provinciale di rivedere i piani di studio previsti per la formazione professionale.

“Non stiamo parlando di introdurre cose strane” – esordisce Degasperi – “ma al contrario di garantire un insegnamento minimamente adeguato per le materie base come italiano e matematica anche a chi frequenta le professionali. Perché di fatto quello che sta avvenendo è lo snaturamento del sistema Salvaterra, per di più agendo in maniera subdola, ovvero facendo andare avanti gli uffici provinciali a colpi di determine saltando a piè pari il controllo del Consiglio Provinciale”.

Dove stia il problema il Cons. Degasperi lo spiega con precisione: “Il piano Salvaterra prevedeva di dare pari dignità alla formazione professionale rispetto agli altri percorsi formativi e nel contempo prendersi carico delle situazioni di disagio arrivando a recuperarle, ma nel concreto di quest’ impostazione resta solo il principio perché l’impianto complessivo è stato scardinato agendo su due fronti: da un lato si riformano i piani di studio della formazione professionale in senso peggiorativo, dall’altro si crea un sistema duale nel quale si riduce in maniera pesantissima la frequenza scolastica degli studenti a favore dell’apprendistato. Per capirci, si riformano i piani di studio per le professionali prevedendo ad esempio di arrivare ad insegnare le proporzioni applicate a contesti di lavoro dal 3° anno e non si riuscirà ad andare molto più in la. Per quanto riguarda la frequenza a scuola i numeri sono addirittura imbarazzanti: se fino ad oggi il percorso ordinario prevedeva una frequenza scolastica per lo studente professionale di 1066 ore, a regime di riforma le ore da spendere in classe passeranno a 360, suddivise in 200 dedicate a materie culturali e 160 per attività pratiche. Il resto andrà in apprendistato, lautamente foraggiato dalla Provincia. A fronte di orari simili è evidente l’impossibilità di raggiungere gli obbiettivi prefissati, quindi agli studenti delle professionali si fornirà un’istruzione di serie B, altro che supportare le situazioni di disagio! E se vorranno “fare il salto” e magari aspirare all’università l’unica loro speranza saranno i corsi serali degli altri istituti. Come si vede un impianto di riforma concretamente classista, che chiediamo di fermare e di rivedere. Se poi ci diranno di no, almeno i genitori sapranno che mandando i figli ad un istituto professionale finiranno col condizionarne irreparabilmente cultura e possibilità di promozione sociale”.

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