Guardia Medica in Val di Ledro, Civica Trentina: “Garantire il servizio di continuità assistenziale”

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Le chiacchiere, ai chiacchieroni ed agli imbonitori, mentre i fatti delineano ogni tipo di confronto, soprattutto se basato su atti, documenti e delibere, che non sono certo carte da gioco.

Infatti, con l’avvenuta approvazione della Deliberazione di Giunta n. 963 dell’8 giugno 2015 intitolata “Indirizzi all’Azienda provinciale per i servizi sanitari per la riorganizzazione del servizio di continuità assistenziale” si sono stabilita, appunto, una riorganizzazione del servizio di continuità sostanziale a livello territoriale in base alla quale le sedi di guardia medica – come affermava solo poche settimane or sono l’Assessore provinciale alla sanità – «è verosimile pensare passeranno dalle attuali 35 a circa 20 postazioni» (Resoconto integrale, seduta d’Aula, 4 novembre 2015, p.17).

Ebbene, in applicazione alle nuove disposizioni contenute in detta Deliberazione – che fra le altre cose fissano arbitrariamente il fabbisogno di medici di continuità assistenziale per i diversi distretti in un rapporto di 1 medico ogni 5.000 abitanti residenti o di 1 medico ogni 3.500 per i distretti con particolari esigenze – diversi sedi di continuità assistenziale verranno inevitabilmente soppresse ancorché, ci tengono a far sapere i vertici dell’Amministrazione provinciale in carica, il servizio offerto rimarrà immutato per copertura territoriale, professionalità ed efficienza.

E’ difatti in base a questo ragionamento che il già citato Assessore alla sanità afferma che «il servizio di Guardia medica presente a Ledro non sarà soppresso ma rientrerà nel piano di riorganizzazione sanitaria provinciale, basata su quattro distretti sanitari e nuovi criteri che individueranno nuove postazioni in ordine alla morfologia del territorio delle Comunità di Valle, della distanza dalle strutture ospedaliere, della funzionalità logistica e del numero di prestazioni erogate». In altre parole si vuole sostenere che, benché in assenza di sede sul territorio, «il servizio di Guardia medica presente a Ledro» rimarrà attivo.

Come? Evidentemente grazie al fatto – intuitivo quanto inevitabile – che i medici, da un lato reperibili telefonicamente, dall’altro saranno chiamati trasferte sul territorio laddove ve ne fosse bisogno.

Il che, per ragioni che non occorre sottolineare tanto sono elementari, in Valle di Ledro lascerà sì «il servizio di Guardia medica presente» ma non certo con gli standard qualitativi garantiti fino ad oggi. Di qui la necessità, a fronte di un provvedimento non solo discutibile, ma che comporterebbe risparmi irrisori a fronte dei disagi che provocherebbe, che la Giunta provinciale impedisca, in Valle di Ledro, la chiusura della sede territoriale che meglio di ogni altra cosa può garantire che «il servizio di Guardia medica» sia davvero «presente».

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