Il giovane NO di Forza Italia

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Il lato giovane della politica è sceso in campo ieri accanto a Forza Italia. Il partito berlusconiano ha organizzato una conferenza presso l’Hotel America dal titolo eloquente: “I giovani dicono ‘NO’” per contestare la Riforma della Costituzione di Renzi. Con Francesco Dellagiacoma, coordinatore  di Forza Italia Giovani di Trento, il Consigliere Provinciale Giacomo Bezzi ed il Consigliere Comunale Cristian Zanetti.

 

Renzi crea divisione, non condivisione. È un’ipoteca sul futuro.” Sono perentorie le sentenze di Francesco Dellagiacoma. Attraverso un’analisi attenta della nuova Costituzione, ha infatti affermato: “La nostra costituzione, scritta nel 1948, è stata scritta da persone del calibro di Degasperi – non certo sprovveduti. Ora dovremmo accettare che questo analfabeta, Renzi, e la sua portacarte, Boschi, la stravolgano.

Si vanno a modificare e riscrivere 49 articoli su 109, ovvero più di un terzo!”

“Il pomo della discordia è il Senato” ha continuato Dellagiacoma. “Non sarà più ad elezione diretta, ma costituito da 74 consiglieri regionali, 21 sindaci e 5 senatori eletti dal Presidente della Repubblica in carica per 7 anni. Ma un sindaco, un consigliere regionale, dovrà decidere se fare bene il proprio ruolo o il senatore a Roma: i giorni di lavoro del Senato e quelli del Consiglio Provinciale trentino coincidono.”

 

È poi intervenuto Marco Pegoretti, consigliere circoscrizionale Oltrefersina per Forza Italia. Il consigliere si è soffermato sull’aspetto economico di tale riforma, definendola come un colpo di Stato bianco: “La cosa più svilente di tutto ciò è che Renzi ha fini ben precisi, sovranazionali” ha detto Pegoretti.

“La maggioranza sarà assoluta ed il governo potrà fare ciò che vuole, in particolare per le nomine del Consiglio Superiore della Magistratura, del Presidente della Repubblica e del Consiglio di Stato. Questa è una situazione legata anche agli ’amici’ dell’attuale governante, vicini al Bildberg (incontro annuale per inviti, non ufficiale, di circa 130 partecipanti, la maggior parte dei quali sono personalità nel campo economico, politico e bancario.) Questo gruppo ha già piani propri sull’ordinamento mondiale.

Per di più, non dimentichiamo” ha aggiunto il consigliere, “che la campagna del Sì ha dietro guru della politica mediatica americana, pagati con milioni di euro, che creano messaggi subliminali per convincere i fruitori dei social network a scegliere un determinato pensiero: il suo.”

 

A seguire ha preso la parola Danny Dusatti, capogruppo del Comune di Nago – Torbole. Secondo il giovane politico, più incentrato sul problema dell’Autonomia Trentina: “Si interviene in tale riforma su troppe cose. È la riforma più grande nella storia della nostra Repubblica, da parte di un parlamento poco legittimato a farla, eletto con una legge elettorale giudicata incostituzionale – anzi, in realtà di iniziativa governativa.

Per la questione autonomia: coloro che sostengono il Sì si vantano di aver inserito tra le norme transitorie l’articolo 39, in modo che i poteri della provincia siano bloccati. Dunque lo Stato non potrà intervenire sui poteri della Provincia per alcun motivo: ci troveremmo con uno Stato in cui quindici regioni sarebbero svuotate di ogni potere, le province non esisterebbero più e con microstati che potrebbero potenzialmente fare ciò che vogliono.

Tuttavia Dusatti non crede che potrebbe andare così: “La clausola di supremazia, in caso fosse a rischio l’unità giuridica dello Stato Italiano, difficilmente tutelerebbe la Provincia a discapito della ‘sicurezza’ nazionale.”

 

La palla è passata successivamente alla consigliera di Forza Italia e membro della Consulta della Provincia Autonoma di Trento e Bolzano Manuela Bottamedi, che ha affermato: “In mille giorni Renzi ha avuto la possibilità di cambiare l’Italia, ma non ha messo in atto alcunché! Va bene cambiare le regole del gioco, ma si cambiamo in comune con gli altri giocatori: sono i giocatori a fare la partita. È giusto cambiare la Costituzione, ma si fa insieme.”

La consigliera ha poi aggiunto: “Tale riforma è centralista, invece si dovrebbe semmai estendere l’autonomia a tutti: non tutti hanno le stesse necessità. Piuttosto un federalismo!”

 

È toccato quindi al consigliere provinciale Giacomo Bezzi dare il proprio contributo. “Quando ero giovane io, c’erano molte più opportunità, molto più lavoro e molta più fiducia nella gioventù” ha ricordato. “Quest’anno invece 3000 trentini sono andati all’Estero, e 1500 migranti li hanno sostituiti. Il lavoro in Alto Adige fattura un miliardo di euro in più rispetto ai trentini, perché le banche tedesche stanno meglio, a tal punto che il Sudtirolo ci comprerà!

L’Europa ha chiesto di modificare la Costituzione per legare l’Italia all’Unione Europea” ha poi aggiunto. “Si sta mettendo in Costituzione la subalternità dello Stato italiano rispetto all’Europa: il sistema ha portato le banche a non dare prestiti ai giovani, l’economia a non dare fiducia. Se si cala tale ragionamento sul Trentino, notiamo che è stanco della Provincia Autonoma che dà solo debiti e non speranze! Bisogna usare i soldi per investimenti produttivi, che producano lavoro. Pensare alle nuove generazioni. Dobbiamo avere il coraggio di ribellarci: ci vuole una provincia più leggera ed idee libere. Quello che noi chiediamo è avere la libertà e la democrazia.

 

Ha concluso l’incontro il consigliere comunale Cristian Zanetti. “Il referendum è confermativo e non ha bisogno di un quorum” ha ricordato. “L’importanza di Forza Italia e della propria responsabilità è maggiore stavolta, perché Forza Italia sa e deve far ripartire il Paese! Bisogna ritornare al livello di poter rimanere in Italia, in maniera responsabile, togliendone la burocrazia: le imprese soffrono, le stiamo ammazzando a suon di tasse. Il NO serve per sedersi il 5 dicembre a tavola e ricreare una riforma intelligente ed elastica.” Terminando poi con una battuta: “Ma poi, Andreatta senatore? Ce lo vedete?”

 

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