Trento: la Corte dei Conti fa saltare il bluff di Rossi e sui derivati cita il M5S

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«Come era ampiamente prevedibile la Corte dei Conti ha confermato tutti i giudizi negativi espressi sul bilancio previsionale 2015 della PAT. Resterà deluso chi aveva creduto alla versione circolata su alcuni mezzi di informazione di un Rossi che “ribatteva colpo su colpo” alle richieste di chiarimento dei magistrati. La verità è che le argomentazioni presentate da Rossi sarebbero andate forse bene in un contesto da bar sport, non certo in una sede istituzionale come la Corte dei Conti. Del resto non è che il Presidente della Provincia potesse fare molto altro: i rilievi sono puntuali e motivati, e non c’è modo per smentirli nel merito. Ciò che verrà fatto sarà sperare nella benevolenza del Consiglio dei Ministri guidato dall’amico Renzi affinché chiuda tutti e due gli occhi. Un salvataggio politico che magari arriverà anche, visto e considerato che in certi ambienti “le Leggi per i nemici si applicano, per gli amici si interpretano”, ma di certo essere salvati dalla tanto esecrata Roma non deve costituire un gran vanto per l’esponente di punta di un partito che ha per ragion d’essere l’esaltazione della trentinità a prescindere…». E quanto comunica in una nota il Consigliere provinciale a Trento del M5S, Filippo Degasperi.

Degasperi entra nel dettaglio: «Per ciò che riguarda lo specifico dei rilievi avanzati dalla Corte preme sottolineare come i magistrati contabili abbiano riconosciuto in pieno le argomentazioni avanzate a suo tempo dal M5S, citando la nostra interrogazione (la n°1485) a riguardo dei derivati provinciali e, giudicando come noi la risposta insoddisfacente, chiedendo un supplemento di approfondimento. A questo proposito giova ancora una volta ricordare come Rossi sia arrivato a chiedere “aiuto” alla Corte per trovare una soluzione al problema, ma a causa del modo nel quale sono stati stipulati i contratti una soluzione non esista, a meno di non mettere in conto ulteriori perdite milionarie (allo stato attuale il conto ammonta a 14,6 milioni di euro, con perdite costanti ogni anno). In questo caso il problema non è solo il danno per i conti pubblici ma anche il fatto che i derivati sono stati sottoscritti nel 2008 in flagrante violazione delle norme vigenti (salvo voler credere che Cassa del Trentino e Patrimonio del Trentino Spa, controllate al 100% dalla Provincia, non siano a tutti gli effetti riconducibili alla stessa), un fatto di estrema gravità, che ci porta ancora una volta a chiedere che vengano individuati i responsabili e venga chiesto loro il conto di questa disastrosa operazione»

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