LETTERE AL DIRETTORE. CLAUDIO CIA E LE TRASCRIZIONI DEI MATRIMONI OMOSESSUALI

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Signor Direttore,

ho letto sui giornali che la polemica sulle trascrizioni dei “matrimoni omosessuali” celebrati all’estero ha investito anche il nostro comune dove il Consigliere Scalfi (Pd) rimprovera a sindaco e giunta di non aver avuto il coraggio di accodarsi alle scelte politiche di Bologna, Milano e altri ancora che su questo tema hanno letteralmente violato la legge innescando un duro braccio di ferro con il Ministro degli Interni che nel suo ruolo ha ricordato che i «matrimoni tra persone dello stesso sesso non sono conformi alle leggi italiane, quindi se ci si sposa tra persone dello stesso sesso, quei matrimoni non possono essere trascritti nei registri dello stato civile italiano, per il semplice motivo che non è consentito dalla legge». Ora però pare che la legge per alcuni è applicata, per altri viene interpretata, per altri ancora ignorata e lo si fa in nome dei diritti civili negati perché
fino ad oggi, per qualcuno, siamo vissuti nell’oscurantismo medievale. In Italia ci sono rimaste poche certezze e tra queste pare non si possa certo dire che rientrino le norme che costituiscono il Diritto!

Se in nome di qualsivoglia diritto civile le pubbliche amministrazioni possono ignorare la legge a loro piacimento, allora perché non cominciare con quelle che impongono fardelli di tasse che soffocano e umiliano la vita delle famiglie, delle imprese, del singolo individuo? Ai consiglieri del Pd che siedono in Consiglio comunale di Trento e che hanno votato delibere che, ottemperando alla legge, introducevano nuove e pesanti tariffe per i nostri cittadini (ad esempio vedi Tares) perché in questo caso non si sono opposti alla legge e non hanno chiesto di fare altrettanto a sindaco e giunta, per difendere il diritto civile dei cittadini a non essere spremuti come dei limone? Qui sì che ci voleva coraggio!

La registrazione dei matrimoni omosessuali celebrati all’estero nei registri dello stato civile – registrazione già giudicata illegittima dalla Suprema Corte (Cassazione, Sent. 15.03.2012 n° 4184), rivela che ci troviamo di
fronte a politici che non hanno la vocazione di promuovere i diritti della persona, ma vogliono forzare la mano e cercare lo scontro ideologico per imporre la loro soluzione ad un problema con la benedizione delle comunità Lgbt (lesbiche, gay, bisessuali e transgender).

Claudio Cia

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