LETTERE AL DIRETTORE: I PARCHEGGI A PAGAMENTO

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Signor Direttore,

per i cittadini che, senza opporsi e ricevere compensi, hanno subito una privazione mediante esproprio è incomprensibile scoprire che quanto è stato loro tolto dalla pubblica amministrazione, invece di essere destinato al bene comune e senza imporre costi, oggi, dalla stessa, è messo sul mercato con tanto di tariffario e promozione di un istituto bancario disposto a finanziare (mutuo) quanti volessero investirvi.

Mi sto riferendo alla superficie, un tempo indivisa dei proprietari degli immobili dell’ex Villaggio INA Casa, espropriata dal Comune a costo zero e tutt’orausata come parcheggio dagli abitanti di San Donà ma che in un futuro non lontano sarà interdetta a quanti non potranno permettersi di pagare 24 mila euro per un posto in box chiuso e 19 mila euro per un posto macchina aperto nel parcheggio pertinenziale interrato che si vuole costruire.

Un’operazione che, a mio avviso, ha dell’incredibile perfino solo a pensarla ma che purtroppo la nostra amministrazione cittadina pare sia riuscita ad architettare nonostante le garanzie e l’impegno che si era assunta nel 1996 (missiva protocollata n. 16564) in risposta al deliberato degli amministratori dei condomini degli edifici ex INA Casa di S. Dona che chiedeva che nelle aree oggetto della donazione (espropriate) «l’amministrazione comunale dovrà ricavare delle zone di parcheggio, parcheggi che dovranno essere pubblici e non a pagamento» pena la decadenza della stessa donazione.

Il quartiere si vede invece privato di circa 50 stalli bianchi che consentono ai residenti di parcheggiare i propri veicoli liberamente e senza oneri tariffari ma che un domani costringerà quanti non possono pagarsi un box o un posto macchina nel parcheggio pertinenziale a lasciare la propria vettura lungo le strette vie dell’abitato che, c’è da giurarci, saranno presto addobbate di divieti e stalli blu.

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